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28 Maggio 2020 – Trump alla resa dei conti con i colossi social. Onu con la Cina per Hong Kong. Italia, ancora affossato il family Act

Dopo la “correzione” di due tweet del presidente degli Stati Uniti ad opera di twitter, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per rimuovere il privilegio di cui i social avevano sempre goduto di avere più immunità legale contro eventuali cause per i contenuti delle loro piattaforme. Il tycoon newyorkese, che prevede una serie di ricorsi da parte dei colossi del web, ha accusato Twitter di assumere “posizioni editoriali” e di fare “attivismo politico” e ha detto “stop al loro monopolio“. Mark Zuckemberg, alla guida di Facebook, ha replicato “Non credo che Facebook, o le piattaforme internet in generale, dovrebbero essere arbitri della verità“.

Intanto il governatore del Minnesota Tim Walz ha chiesto l’intervento della Guardia Nazionale per respingere le violente proteste di Minneapolis, esplose dopo l’omicidio dell’afroamericano George Floyd da parte di un agente della polizia locale.  Anche Donald Trump è intervenuto sull’argomento definendo “Uno spettacolo scioccante” il video che riprende l’uccisione di Floyd e promette giustizia. Il presidente americano ha poi lanciato un appello perché finiscano i disordini di Minneapolis. 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ai ferri corti con la Cina. Per dribblare l’opposizione del Sol Levante ad una riunione formale dell’Istituzione internazionale sulla controversa legge sulla sicurezza imposta proprio da Pechino su Hong Kong, ha deciso di convocare una videoconferenza informale e a porte chiuse dopo le sollecitazioni arriva da Stati Uniti e Gran Bretagna.

Carlo de Benedetti durante Piazza Pulita, dopo aver rinunciato a La Repubblica entrato nella galassia Fca, lancia la sua nuova iniziativa che chiamerà Domani. La prima uscita del nuovo quotidiano che avrà una linea liberal-democratica sarà a metà settembre.

Sempre più complessa la situazione in Venezuela. L’Assemblea nazionale (An) venezuelana, guidata dal leader dell’opposizione autoproclamatosi presidente ad interim, Juan Guaido, ha approvato oggi una risoluzione di condanna della “non valida” decisione del Tribunale supremo di giustizia (Tsj) di riconoscere come presidente del Parlamento la delegazione guidata da Luis Parra. Ieri il Tsj ha reso nota una sentenza in base a cui si proibisce proprio a Guaido di ricoprire il ruolo di capo di un “parlamento parallelo o virtuale“. 

Niente fumata bianca da parte del Governo italiano sul Family Act, che dovrebbe prevedere misure da destinare alle famiglie. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, avrebbe sollevato delle perplessità in proposito. Valdis Dombrovskis, affermando che il nuovo Recovery Fund arriverà ai Paesi in “tranche legate agli obiettivi di riforma” solleva perplessità sulla mancanza di condizioni da parte della Commissione UE per la concessione delle risorse a fondo perduto. 

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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