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20 Giugno 2020 – Italia senza fondi parla di Recovery Fund. Caos in Libia. Hong Kong, la Cina alle prove generali di dittatura

In Italia sale la tensione per ottenere il via libera al Recovery Fund dopo il “nulla di fatto” nel Consiglio Europeo avvenuto ieri. Il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio ha affermato “L’Europa si gioca tanto. Ma se non prevale totalmente il vero spirito europeo, di solidarietà tra Paesi, si rischia di fare passi indietro e indebolire l’Europa stessa“. Forza Italia tramite Berlusconi e Tajani chiede che non venga modificato al ribasso. Conte pronto ad incontrare le opposizioni di centrodestra la prossima settimana ma c’è freddezza da parte dei tre partiti.

I sondaggi negativi paiono non spaventare le migliaia di persone, in coda a Tulsa, per il comizio di Donald Trump, il primo dopo oltre tre mesi di stop per la pandemia. L’arena del comizio può contenere al massimo 19 mila persone, ma gli elettori che si stanno accalcando per ascoltare il proprio leader sono più di centomila.

Russia e Turchia hanno definito di coordinare le proprie iniziative per raggiungere la pace in Libia. Ad annunciarlo i rispettivi ministri degli Esteri, Sergey Lavrov e Mevlut Cavusoglu, in un colloquio telefonico avviato su iniziativa di Ankara. Lo ha sottolineato il ministero degli Esteri di Mosca. La Turchia intanto tenta di imbarcare l’appoggio degli Usa e minaccia la Francia per l’appoggio ad Haftar. Intanto però l’Egitto ha fatto sapere che “Sirte e Jufra sono linee rosse per l’Egitto e non possono essere superate. L’esistenza di milizie é un grande pericolo contro qualsiasi paese. Qualsiasi intervento diretto egiziano in Libia é diventato legittimo. Non cerchiamo altro che la stabilità”. Come risposta il Governo di accordo nazionale libico (Gna) ha annunciato che non partecipera’ alla riunione d’urgenza della Lega Araba convocata su richiesta dell’Egitto, che dovrebbe tenersi la prossima settimana. 

Prove di dittatura ad Hong Kong. La leader filocinese Carrie Lam, tenta la difesa d’ufficio della controversa legge sulla sicurezza nazionale nell’ex colonia britannica e attacca gli oppositori, dopo la diffusione dei contenuti in seguito alla revisione da parte del Comitato Permanente dell’Assemblea nazionale del Popolo, il vertice dell’organo legislativo del parlamento cinese. “Come mi aspettavo alcuni giorni fa in risposta alle domande dei media, l’opposizione e altri non vedevano l’ora di ricorrere al vecchio trucco – esagerare le cose per spaventare la gente, infangare e demonizzare le parti chiave della bozza di legge. Questa sfiducia, o implorare governi e organizzazioni stranieri per intervenire saranno inutili perché la determinazione del governo centrale a promuovere la legge sulla sicurezza nazionale nella regione amministrativa speciale di Hong Kong e’ incrollabile“. Peccato che la legge preveda l’istituzione di un ufficio per la salvaguardia della sicurezza nazionale in città sotto la supervisione del governo cinese.

Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza ieri nella capitale del Mali Bamako chiedendo alle dimissioni del presidente Ibrahim Boubacar Keita.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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