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19 Luglio 2020 – Recovery Fund ridimensionato. Orban a fianco di Conte. Florida, terapie intensive in tilt. 4 Land agli Usa: non ritirare le truppe

Per il sito Politico.com sarebbe “La dimensione del pacchetto di sovvenzioni del Recovery Fund il problema più grande da superare” a detta di un diplomatico UE. Alla fine si chiuderà con un Recovery Fund ridimensionato e trovando un compromesso alle norme sullo stato di diritto. Continua comunque il pressing di 22 Paesi verso il fronte “frugali”. Sugli scusi il premier italiano Giuseppe Conte che avrebbe detto a Rutte “Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o che vi riguardi solo in parte. In realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea“.

C’è una disputa tra gli Olandesi e gli Italiani e l’Ungheria, in questa disputa, è fermamente al fianco dell’Italia“. Lo ha detto il premier ungherese, Viktor Orban, nel corso di un punto stampa a Bruxelles.”La cosa migliore che possiamo fare è dare i soldi a chi ne ha bisogno – ha aggiunto -. Bisogna aiutarli perché se si dà al momento giusto si dà due volte“.

In Florida – secondo la Cnn – ci sono 49 ospedali che non hanno più disponibilità di letti in terapia intensiva a causa dell’aumento dei casi di Covid-19.  Intanto anche Los Angels va verso un nuovo lockdown.

In una lettera a 13 senatori e membri del Congresso degli Stati Uniti, i premier di Baden-Wuerttemberg, Baviera, Assia e Renania-Palatinato hanno chiesto di “non recidere il legame di amicizia ma rafforzarlo” mantenendo la presenza delle truppe statunitensi.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha fatto a sorpresa una visita simbolica a Santa Sofia, la prima dopo la controversa conversione dell’edificio in moschea. Durante la breve ispezione, Erdogan ha controllato i lavori di riconversione all’interno dell’edificio.

Il governo spagnolo nega ogni possibile coinvolgimento nel tentativo di spiare, attraverso il software Pagasus della societa’ israeliana Nso, alcuni esponenti del movimento indipendentista catalano. Resta però l’inchiesta di El Pais e The Guardian.

 I siriani sono chiamati alle urne per rinnovare il parlamento di un Paese devastato dalla guerra, nel mezzo di una profonda crisi economica e con il presidente Bashar al-Assad che, malgrado l’embargo occidentale, è riuscito a consolidare il suo potere su gran parte del territorio. I seggi saranno oltre 4.700 e saranno aperti dalle 7 di mattina e il voto si terrà anche nelle zone delle ribellioni.

L’Egitto non tollerera’ la presenza di milizie armate lungo i propri confini con la Libia. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, parlando oggi ad Amman, in Giordania, nella conferenza stampa congiunta con l’omologo giordano Ayman al Safadi. 

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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