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Variante inglese Covid, Regno Unito isolato. Commissione Europea invita a ripristinare i collegamenti

La variante ‘inglese’ del Covid, una mutazione che rende il virus molto più facilmente trasmissibile in via aerea, rispetto a quello ordinario, ha scatenato una ondata di panico in tutta Europa. A preoccupare in particolare il fatto che nel Regno Unito i casi di covid-19 siano aumentati di oltre il 50% in una settimana. L’Independent ha diffuso proprio ieri la notizia dell’esplosione di contagi nelle ultime 24 ore: quasi 36mila nuove infezioni.

Il Sunday Times di domenica 20 dicembre nel Regno Unito sembrava provenire da un film apocalittico: “Il Natale è cancellato da un virus mutante che avanza a tutta velocità“. Il Primo Ministro, Boris Johnson, ha dovuto annunciare l’imposizione di un livello 4 di restrizioni, vale a dire un urgente ritorno della reclusione domenica e il divieto di ricongiungimenti familiari a Natale in tre regioni: Londra, il sud-est e l’est dell’Inghilterra. Venti milioni di persone sono quindi bloccate in casa. Il lockdown è stato imposto anche in Galles da domenica, e sarà in Irlanda del Nord dal 26 dicembre. La variante del virus, apparsa a settembre e intitolata VUI-202012/01, non causa sintomi più preoccupanti della sua versione precedente. A Londra, ha rappresentato il 28% dei casi a metà novembre e il 62% la settimana del 7 dicembre ed è in continua espansione nonostante comunque le numerose precauzioni che i cittadini stanno assumendo.

Il 3 dicembre [alla fine del precedente lockdown n.d.r.], non abbiamo capito perché le stesse misure restrittive di quelle imposte altrove non avessero lo stesso effetto nel Kent [sud-est dell’Inghilterra], spiega Signor Johnson. Non è stato fino a [venerdì], quando abbiamo visto i dati sul contagio, che abbiamo capito. Questa velocità di diffusione sta nuovamente cambiando il corso dell’epidemia. Il numero di nuovi ricoveri giornalieri nelle tre regioni di livello 4 è passato da 400 a 700 in tre settimane.

In questo contesto tutta Europa, inclusa l’Italia, ha deciso di sospendere i voli con la Gran Bretagna. Anche l’Oms ha richiamato a “più controlli” per proteggersi da questa variante – peraltro riscontrata anche in Australia, Danimarca, Olanda e forse Sudafrica e – che secondo le autorità sanitarie britanniche appare ormai “fuori controllo”. Il nuovo ceppo del Covid spaventa non tanto per una eventualmente maggiore letalità, per ora non riscontrata, ma solo perché altamente contagioso. Gli scienziati affermano che possa essere anche un 70% più trasmissibile. Proprio questa velocità di contagio ha convinto il governo britannico ad imporre nuovamente il lockdown nella capitale. L’aeroporto di Gatwick è stato preso d’assalto e sono andati a ruba anche i biglietti per i treni Eurostar da Londra a Parigi sono andati esauriti nel giro di un’ora. Come riportato da The Guardian biglietti per i treni in partenza oggi alle 12.24, 13.31 e 19.01 (ora locale) sono andati a ruba nonostante a Londra e in Inghilterra sia in vigore da oggi il ‘tier 4’, il livello massimo di restrizioni.

Stesso discorso vale per Israele che ha approvato all’unanimità nuove restrizioni di viaggio, secondo cui i cittadini stranieri non potranno entrare in Israele se provengo dal Sudafrica, dalla Danimarca e dal Regno Unito. I cittadini israeliani di ritorno dai tre Paesi sopra menzionati saranno ora obbligati a rimanere in quarantena negli hotel del coronavirus al loro ritorno, a differenza degli israeliani che tornano da altri Paesi, che hanno la possibilità di isolarsi da soli a casa. Ogni ora si aggiungono nuovi Stati che interdico i voli verso e dal Regno Unito.

La stretta, come spesso accade in ambito Ue, è avvenuta in ordine sparso. Ha iniziato l’Olanda, sospendendo i voli con Londra fino al primo gennaio. Poi si sono aggiunti il Belgio (anche i treni) e l’Italia. L’ordinanza, annunciata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e firmata dal titolare della Salute Roberto Speranza, è entrata immediatamente in vigore, e sarà valida – almeno per ora – fino al 6 gennaio. L’ultimo volo della British da Londra è atterrato nel pomeriggio di domenica a Fiumicino. Una decisione preso dopo un confronto con il CTS, ha spiegato Speranza. Una misura analoga, di stop ai voli è stata poi assunta anche dalla Germania che, come presidente di turno dell’Ue, si è attivata per fare il punto della situazione con i partner. Convocando una videoconferenza a cui hanno partecipato Angela Merkel, Emmanuel Macron, Ursula von der Leyen e Charles Michel (assente l’Italia) nel tentativo di predisporre una risposta comune a questa nuova emergenza. L’orientamento generale, secondo quanto filtra dal governo tedesco, sembra essere quello di uno stop ai voli con Londra da parte di tutti i 27, anche con una limitazione dei traghetti e dei collegamenti stradali attraverso il tunnel sotto la Manica, mentre solo il trasporto merci continuerà a funzionare normalmente. Francia e Irlanda però sono si sono mosse in anticipo interrompendo tutti i collegamenti “per almeno 48 ore“, merci comprese. Il ministro della Salute inglese Matt Hancock, ha avvertito che le restrizioni “potrebbero durare mesi, fino a quando il vaccino non sarà ampiamente distribuito“. La chiusura nei confronti della Gran Bretagna evoca, con le dovute proporzioni, il drammatico scenario della scorsa primavera, quando il crescente impeto della prima ondata della pandemia costrinse l’Europa a blindare i propri confini, interni ed esterni. E potrebbe andare anche peggio, con una rottura completa tra Londra e l’Ue nel caso di un no deal sugli accordi commerciali post-Brexit.

Al momento gli Usa non hanno adottato provvedimenti analoghi ritenendo non vi sia bisogno di sospendere i voli dalla Gran Bretagna. Lo ha detto in una intervista a Abc l’assistente del segretario alla Sanità americano, Brett Giroir.

Contrordine. Via i blocchi al Regno Unito

La Commissione europea però proprio in questi minuti – in controtendenza rispetto alle cancellerie di mezzo mondo – ha inviato una raccomandazione agli stati membri della Ue di sospendere il blocco dei trasporti aerei e ferroviari con il Regno Unito. “I blocchi aerei e ferroviari dovrebbero essere interrotti, vista la necessità di garantire i viaggi essenziali e di evitare disagi alla catena di distribuzione“, ha scritto la Commissione in una nota. Tuttavia, aggiunge l’esecutivo Ue, tutti i viaggi non essenziali devono essere sconsigliati. Il blocco dei trasporti, ha detto il commissario alla Giustizia Didier Reynders, “non devono impedire a migliaia di cittadini Ue e britannici di fare ritorno a casa propria“. Su questo punto si registra in particolare un aumento del disagio da parte dei cittadini stranieri presenti a Londra e che non riescono a tornare in patria. Alitalia si è detta pronta ad inviare la propria flotta per riportare a casa gli italiani rimasti “intrappolati” sull’isola.

La vita non è tanto più allegra per gli inglesi che già dalle prime ore dell’alba hanno preso d’assalto i market per paura di non riuscire a riempire il carrello della spesa. Il blocco del porto di Dover dove transitano le principali rotte merci ha creato il panico mettendo in dubbio gli approvvigionamenti, in un Paese che importa un quarto del suo cibo dall’Europa. Anche l’arrivo delle fiale di vaccino negli ospedali potrebbe non essere più garantito. Le scene viste ieri sulle autostrade che portano verso le coste inglesi raccontavano di una situazione drammatica. Sono centinaia i camion bloccati, che non possono imbarcarsi verso l’Europa, autisti costretti a improvvisati bivacchi, poliziotti che deviavano il traffico chissà dove. Anche se è da precisare che un aumento del traffico era stato registrato negli scorsi giorni per via dell’incertezza della trattativa per la Brexit.

D’altra parte le chiusure delle frontiere potrebbero essere arrivate troppo tardi. Il virus mutato si trova già in altre parti del mondo. È stato rilevato un caso in Italia, di una persona di ritorno dal Regno Unito. Un altro era in Australia, nelle stesse circostanze. Anche la Danimarca e i Paesi Bassi sono colpiti, afferma l’Organizzazione mondiale della sanità.

I Dubbi. Il vaccino anticovid funzionerà anche per le sue varianti?

Quanto al vaccino, invece, secondo l’università di Oxford (che sta lavorando al farmaco con AstraZeneca) la nuova variante “non preoccupa”. Secondo Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l’emergenza coronavirus: “Le mutazioni nei virus avvengono costantemente però di fatto raramente alterano completamente il virus. In questo momento, dai dati che ci hanno  dato i colleghi inglesi, questa ‘serratura’ non è alterata. Quindi  questa chiave vaccinale è ancora in grado di aprire e di proteggerci Naturalmente dobbiamo continuare a monitorare, ma il monito e l’incoraggiamento è accelerare la  vaccinazione, per proteggere più persone e nel modo più rapido possibile”.

Dello stesso parere Marco Cavaleri, a capo della task force che ha il compito per l’Ema (Agenzia europea del farmaco) di autorizzare i vaccini nell’Unione europea: “Anche se non abbiamo ancora piena conferma, è molto probabile che il vaccino manterrà la sua protezione anche contro questa nuova variante del covid“.

Ottimista anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli: “I vaccini determinano la formazione di una risposta immunitaria contro diversi ‘pezzettini’, chiamiamoli così, della proteina spike. Se anche c’è una mutazione in uno, due o tre ‘pezzettinì della proteina spike, è altamente improbabile che il vaccino possa risultare inefficace“.

In un’intervista al Sole24Ore Guido Rasi, microbiologo dell’università di Roma Tor Vergata, già direttore dell’Agenzia europea del farmaco Ema, ha spiegato che l’inefficacia del vaccino è “un’ipotesi poco probabile“, considerando che “la mutazione è intrinseca ai virus“. “Quello che deve preoccupare è che la variante non abbia mutazioni multiple a livello strutturale», perché questa eventualità «potrebbe rendere meno efficace o addirittura inefficace il vaccino che a quel punto andrebbe rivisto. Ma non credo che ci troviamo in questa ipotesi».

Pfizer-Biontech e Moderna stanno testando i loro vaccini proprio sulla mutazione del coronavirus. Dalle prime evidenze anche le due ditte farmaceutiche escludono una riduzione della protezione, il fondatore di Biontech, Ugur Sahin però in via prudenziale ha precisato: “in caso di mutazione BioNtech è in grado di fornire un nuovo vaccino in sei settimane“.  

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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