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The Paper: sono già morte centinaia di persone nel conflitto del Nagorno Karabakh. Perché la Turchia sostiene l’Azerbaigian con tanta insistenza?

Man mano che nel Nagorno Karabakh prendono forma nuovi sviluppi, colpisce in particolare la posizione della Turchia, come scrive il quotidiano digitale cinese The Paper. L’autore Gu Yuitin spiega i motivi che spingono la Turchia ad appoggiare l’Azerbaigian con tanto accanimento. I lettori cinesi sono indignati: “la Turchia è un Paese che si sforza di provocare il caos in ogni luogo. Ovunque vi sia guerra, là vi è anche la Turchia”, commenta uno di essi. 

Il 5 ottobre è stato il nono giorno di guerra tra Azerbaigian e Armenia, accusatisi a vicenda di aver attaccato i civili. Secondo i dati della Reuters, durante gli scontri sono rimaste uccise centinaia di persone, rendendo così questo conflitto il più sanguinoso che sia avvenuto nel Caucaso meridionale negli ultimi 25 anni. Il 4 ottobre, il presidente azero Ilham Aliyev ha fatto una pesante dichiarazione in cui pretendeva che l’Armenia fissasse le tempistiche del ritiro delle sue truppe dal Nagorno Karabakh e dai territori circostanti; in caso contrario, l’Azerbaigian non avrebbe interrotto le operazioni militari. È evidente come per il momento non vi sia alcun segno che suggerisca la possibile fine del conflitto. L’attuale round della sfida è iniziato il 27 settembre, quando nel Nagorno Karabakh sono scoppiati gli scontri armati e i due Stati si sono reciprocamente accusati di aggressione.

Man mano che la situazione si sviluppa, ciò che impressiona è la posizione della Turchia. Dopo l’inizio delle ostilità, tutti i maggiori esponenti politici turchi dal Presidente alla Grande assemblea nazionale, dal Ministro degli Esteri al quello della Difesa, dal partito di governo a quello di opposizione, hanno fatto capire in maniera chiara e decisa che la Turchia sostiene l’Azerbaigian. Finora, durante l’intero conflitto, il contenuto dei loro messaggi pubblici è stato con poche eccezioni sempre lo stesso: Condanniamo con fermezza l’aggressione dell’Armenia. La Turchia appoggia incondizionatamente il “diritto dell’Azerbaigian di difendersi”. Se quest’ultimo lo richiede, la Turchia lo aiuterà. Ottenere la pace nella regione sarà possibile soltanto se l’Armenia ritirerà le sue truppe dal territorio azero che ha invaso e occupato. La Turchia non ha ammesso di prendere parte attivamente alla fase bellica nel Nagorno Karabakh, dichiarando che l’Azerbaigian è in grado di risolvere autonomamente la questione di tale territorio. Anche se l’ambasciatore armeno in Russia ha detto che la Turchia ha inviato 4000 uomini in armi dalla Siria all’Azerbaigian, e lo hanno riferito pure numerosi mass media internazionali, il governo turco non riconosce questo fatto. L’Armenia ha altresì dichiarato che i caccia F-16 turchi hanno abbattuto dei caccia armeni, fatto negato dalla Turchia.

Il Gruppo di Minsk dell’OSCE, i cui copresidenti sono Russia, USA e Francia, è stato criticato per non aver trovato in quasi 30 anni una soluzione che regolasse il conflitto del Karabakh. Le azioni armene hanno violato le risoluzioni dell’ONU e il diritto internazionale. I soggetti pubblici turchi utilizzano la formula “un popolo, due Stati” per descrivere i rapporti tra Turchia e Azerbaigian, e considerano quest’ultimo come un Paese fratello; già da molto tempo la Turchia lo appoggia nella vicenda del Karabakh. Ma perchè la Turchia sostiene con tanta insistenza l’Azerbaigian?

Affinità culturali

I due Paesi sono uniti da affinità culturali. La lingua turca e quella azera sono molto simili, entrambe appartengono alla famiglia delle lingue turche, perciò azeri e turchi possono comunicare direttamente tra di loro e capirsi con facilità. Inoltre, sia in Turchia che in Azerbaigian la maggior parte della popolazione è composta da musulmani, mentre in Armenia da cristiani. C’è poi da aggiungere che i rapporti tra Turchia e Armenia sono pessimi. Dal momento in cui l’Armenia acquisì l’indipendenza nel 1991, non sono state stabilite relazioni diplomatiche con la Turchia. Nel 1993 quest’ultima chiuse la frontiera con l’Armenia al fine di appoggiare l’Azerbaigian nel conflitto del Karabakh. L’Armenia ritiene che nel passato l’Impero ottomano sia stato responsabile del “genocidio degli armeni” e abbia ucciso 1 milione e mezzo di persone, ma il governo turco nega categoricamente questo fatto.

Uno stretto legame nel campo dell’energia

Turchia e Azerbaigian hanno un legame molto stretto a livello economico, in particolare nel settore dell’energia. Le risorse turche di oil&gas sono estremamente limitate, quindi vi è una forte dipendenza da quelle straniere, mentre l’Azerbaigian detiene ricchi giacimenti nel mar Caspio e costituisce per la Turchia uno dei fornitori più importanti. Stando a quanto dicono i mass media turchi, lo scorso anno il Paese ha utilizzato 45,2 metri cubi di gas naturale, di cui il 99,8% era di importazione e di esso il 21% veniva dall’Azerbaigian: quest’ultimo è stato il secondo esportatore per quantità verso la Turchia l’anno passato, superato solo dalla Russia. Nel primo semestre dell’anno in corso l’Azerbaigian è diventato per la Turchia la più grossa fonte di gas, ancor più della Russia stessa. L’anno scorso la Turchia ha consumato circa 45 milioni di tonnellate di petrolio, delle quali il 90% di importazione; l’Azerbaigian, pur non essendone il principale fornitore, rappresenta comunque per la Turchia una fonte notevole. Molti analisti confermano che la Turchia sta diminuendo la sua dipendenza dalle risorse energetiche della Russia e sta invece intensificando la cooperazione con gli azeri.

Per quanto riguarda il processo di esportazione del petrolio e del gas azero verso la Turchia, occorre ricordare due condotti. Il primo è il gasdotto del Caucaso meridionale, chiamato anche gasotto “Baku – Tbilisi – Erzurum”, che inizia a Baku, capitale azera, passa da Tbilisi, capitale della Georgia, e finisce a Erzurum in Turchia, verso la quale scorre lungo di esso una grande quantità di gas naturale. Inoltre, in questo momento il condotto viene allargato e allungato per trasportare in futuro il gas dal giacimento dello Shah Deniz in Azerbaigian attraverso la Turchia e l’Europa. Il secondo è l’oleodotto “Baku – Tbilisi – Ceyhan”. Metà di questa conduttura passa quasi parallela al gasdotto del Caucaso meridionale, che porta gas naturale. Anch’esso inizia a Baku e passa attraverso Tbilisi, ma dopo aver toccato Erzurum prosegue verso sud fino alla città portuale di Ceyhan nella Turchia meridionale. Il petrolio per questo oleodotto arriva dal giacimento azero di “Azeri – Chirag – Guneshli” nel mar Caspio. Tra Turchia e Azerbaigian corre anche la ferrovia Baku – Tbilisi – Kars, lunga quasi 850 chilometri, che comincia a Baku, passa per Tbilisi e termina nella città di Kars nel nord-est della Turchia. Questa ferrovia non rafforza solamente gli scambi commerciali tra Azerbaigian, Turchia e Georgia, ma serve anche da sezione di collegamento tra Europa e Asia. Alcuni treni della tratta Cina-Europa passano su questa parte di ferrovia. Il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture turco ha dichiarato nel mese di maggio che in quel momento la ferrovia aiutava la Turchia a esportare 240mila tonnellate di merci e a importarne 280mila tonnellate (compresi i beni inviati in Europa attraverso la Turchia stessa).

I due condotti e il ramo ferroviario hanno un grosso significato per il Paese a livello strategico, e nel caso in cui siano danneggiati ne soffrirebbero anche i suoi interessi cruciali. Di fatto, due mesi fa è accaduto un incidente del genere. Nel luglio di quest’anno era già avvenuto uno scontro tra Azerbaigian e Armenia, ma non nell’area del Nagorno Karabakh, bensì nella zona confinante di Tovuz, nel nord dei due Paesi, la quale costituisce il luogo attraverso cui passano sia la ferrovia che entrambi i condotti: i conflitti in questa area, quindi, non possono non toccare sul vivo una Turchia sensibilissima a questo tipo di problemi. Poco dopo gli scontri di luglio, Turchia e Azerbaigian hanno iniziato a effettuare sul territorio di quest’ultimo esercitazioni aeree e di terra che sono durate alcuni giorni.

E le risoluzioni ONU?

Il Nagorno Karabakh è una regione che si trova nel sud-ovest dell’Azerbaigian e la sua popolazione è composta in maggioranza da armeni. Dopo il collasso dell’Unione Sovietica, tra Armenia e Azerbaigian è iniziata una guerra per il Nagorno Karabakh, e l’Armenia ha conquistato questa regione e la parte di territorio circostante dell’Azerbaigian. I mass media turchi ricordano spesso le quattro risoluzioni dell’ONU del 1993, e sulla base di esse definiscono legali le azioni intraprese dagli azeri per riprendere le “regioni occupate dall’Armenia”. Secondo tali risoluzioni si chiede che i due Stati cessino immediatamente le ostilità e che le rispettive Forze armate escano dai territori dell’Azerbaigian da esse occupate. L’emanazione delle risoluzioni coincise col periodo di inasprimento del conflitto tra i due Paesi. Tuttavia, in risposta a ciò, il premier armeno Nikol Pashinyan ha recentemente dichiarato in un’intervista che il conflitto nel Nagorno Karabakh non è una contesa territoriale tra i due Paesi, ma una questione nella quale gli abitanti della regione definiscono il proprio futuro, sottolineando che la maggior parte di loro è armena, quindi sperano di ottenere il diritto alla libertà, all’indipendenza e all’autodeterminazione nazionale.

Commenti dei lettori cinesi:

Alan_1987: La Turchia sta facendo di nuovo qualche porcheria, per cui anche se non ci sarà la guerra, sarà comunque difficile avere la pace.

Interessante: Vista da fuori, risulta vero che gli interessi sono perenni, ma gli amici no! 

Sacro inno: Il Nagorno Karabakh è veramente una terra degli armeni. Dopo che i ladri azeri sono penetrati nella zona e l’hanno occupata, hanno tolto di mezzo gli armeni. Dopo di che, l’Unione Sovietica è arrivata qui per placarli e ha dato il Nagorno Karabakh ai furfanti azeri. Ecco dove si cela la radice del male.

Alle 10 vado a dormire in risposta a Sacro inno: Terra degli armeni? Vatti a leggere in che modo gli armeni sono arrivati e si sono insediati nel Nagorno Karabakh.

Erba: La Turchia è un Paese che si sforza di provocare il caos in ogni luogo. Ovunque vi sia guerra, là vi è anche la Turchia.

aLIEz Scoppio nucleare: È perché vuole ripristinare l’antica gloria dell’Impero ottomano.

Un cavalluccio marino Dou Din: o dell’Impero macedone.

Obiettivo di tiro: L’Armenia ha occupato il Nagorno Karabakh, e allora per quale motivo ha dovuto prendersi un territorio che in origine apparteneva all’Azerbaigian?

Anonimo: Chi è stato veramente per primo a provocare la guerra? Perchè ciò con viene detto con chiarezza?

Lunga radice di prugno: Questi incessanti conflitti in Medio Oriente condannano gli abitanti di quei luoghi a una sofferenza continua.

Zio Mars Martin: La Turchia è una sorgente di caos!

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