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Svizzera, salone dell’auto di Ginevra annullato ma a giugno potrebbe arrivare rassegna alternativa

La prestigiosa rivista Lancet ha pubblicato uno studio condotto lo scorso aprile sugli operatori sanitari ticinesi: in quasi 5mila sono stati rintracciati anticorpi contro il Covid-19. I dati sono i seguenti: la percentuale dei professionisti sanitari entrati col virus, il 10%, è la stessa della popolazione generale (analizzata dallo studio “Corona Immunitas”). Le implicazioni della ricerca sono molto interessanti e si prestano a diverse interpretazioni; la più immediata è che lo svolgere servizio nelle strutture dedicate ai pazienti Covid non costituisce di per sé un fattore di rischio qualora vengano usate adeguate misure di protezione. Anzi, i sanitari risultati positivi erano in gran parte quelli che in casa avevano un familiare anch’egli positivo o con sintomi da coronavirus; inoltre i focolai dell’attuale seconda ondata all’interno degli ospedali non nascono negli ospedali stessi, ma provengono dall’esterno, portati dai visitatori o dagli operatori. 

Su una popolazione di 8,5 milioni di abitanti, in Svizzera si sono avuti dal gennaio 2020 a oggi 470mila casi confermati e 7400 decessi. Nella settimana dal 28 dicembre scorso e il 3 gennaio il numero dei testi positivi è sceso 2,9% rispetto alla settimana precedente: su 150mila tamponi circa sono stati rilevati 23.488 contagi. In proporzione, il cantone più colpito è il Ticino e i più ospedalizzati sono naturalmente gli ultraottantenni. Sono diminuiti del 20% anche i decessi: quindi la situazione nel complesso sembra essera promettente. Tuttavia le autorità svizzere non sono assolutamente tranquille, perché gli specialisti dicono che vi è una “stagnazione verso l’alto”. Alain Berset, consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’interno, dice “Non possiamo permetterci una terza ondata”. “La situazione non è buona, anzi è cattiva. Anche se le cifre sono difficili da interpretare considerando le feste”. “Per altre problematiche, penso soprattutto alle varianti del coronavirus che circolano anche in Svizzera, stiamo cercando di capire cosa significhino. Ma sappiamo che si imporranno anche qui. A priori non sono più pericolose, ma sono più contagiose”. Il Consiglio federale ha discusso la chiusura della attività fino a febbraio. A patire maggiormente le circostanze è il settore della ristorazione, al quale occorrono immediatamente degli aiuti per evitare il fallimento di molti esercizi. Ai cantoni è stata tolta la possibilità di stabilire le eccezioni alle misure restrittive, anche se la loro competenza rimane sulle scuole, che per adesso saranno aperte. Con il fine di limitare il “turismo commerciale” fra un cantone e l’altro, i cantoni non potranno più decidere autonomamente di allentare le restrizioni qualora la situazione epidemiologica si evolvesse in modo favorevole. 

Un effetto della pandemia contrario a quello previsto dagli specialisti del settore si è verificato nel mercato immobiliare. I prezzi degli affitti e anche degli alloggi di proprietà in Svizzera sono aumentati mediamente di circa il 5%. Martin Waeber, direttore di ImmoScout24, azienda che calcola l’indice Swiss Real Estate Offer Index, dice: “Il 2020 ha dimostrato ancora una volta che i valori solidi diventano più importanti in tempi di incertezza”. Inoltre la quarantena ha generato il bisogno di avere spazio per abitare, possibilmente in proprietà. Il salone dell’auto di Ginevra è stato annullato per quest’anno, ma spunta l’ipotesi di organizzare una rassegna alternativa a maggio o giugno da parte della società Palexpo. Il direttore dell’azienda, Claude Membrez, ha detto che potrebbe chiamarsi Geneva Automotive and Mobility Media Days (GAMMD) e sarebbe un salone senza la presenza del pubblico, ma nel quale verrebbero presentate le novità del settore. Membrez ha aggiunto di poter sistemare la vertenza in tribunale contro la Palexpo, iniziata da chi detiene i diritti del salone ufficiale, cioè la fondazione Geneva International Motor Show (GIMS). 

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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