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Nein della Csu tedesca a ulteriori aiuti Ue. Macigno sul vertice in corso

Il portavoce europeo del partito cristiano-sociale bavarese (CSU), alleato a livello federale con la Cdu di Angela Merkel, Franz Rieger ha ribadito proprio in questi minuti il suo no a qualsiasi tipo di aiuto che vada oltre quelli già pattuiti dall’Eurogruppo: “Non vogliamo essere responsabili per la politica di altri Stati della Ue su cui non abbiamo alcuna influenza. Qualsiasi tipo di indebitamento comune, non importa se eurobond o altro, trasferirebbe rischi sulla Germania. Questo non saremmo in grado di spiegarlo ai cittadini. La solidarietà europea é già nel pacchetto da 540 miliardi della Ue. Solidarietà con l’Europa sì, ma senza alcuno strumento di indebitamento comune“. Queste parole paiono essere un macigno sul vertice in corso tra i leader europei per trovare un punto d’incontro sugli aiuti comunitari post pandemia. 

Pare che l’esponente della CSU non comprenda appieno l’ammonimento pronunciato ieri dal Commissario al Lavoro UE Nicola Schmit dalle colonne del quotidiano tedesco HandelsblattLa solidarietà – attacca Schmit – non è mai a senso unico. Vorrei ricordare a Germania e Paesi Bassi di dare un’occhiata verso quali Paesi esportano e, allo stesso tempo, chiederei loro di analizzare dove e perché sorgono delle eccedenze delle bilance commerciali. Abbiamo bisogno di solidarietà. Neppure la preoccupazione espressa proprio oggi dalla presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine LagardeIl prodotto interno lordo dell’Unione europea potrebbe diminuire del 15 per cento a causa delle conseguenze della pandemia di coronavirus” sembra aver portato le forze di governo teutoniche ad abbassare i toni. Secondo fonti vicine proprio alla Lagarde ci sarebbe la consapevolezza che le misure per contrastare la crisi sono state attuate troppo tardi portando a conseguenze economiche potenzialmente disastrose

Secondo quanto si apprende proprio la governatrice della BCE, forse per farsi perdonare la gaffe pronunciata contro l’Italia durante la sua prima conferenza stampa facendo reagire in modo seccato addirittura il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, pare che durante il Consiglio direttivo dell’Organismo internazionale abbia rimarcato “la necessità di un Recovery Fund forte e flessibile“. La preoccupazione sarebbe che i nazionalismi di alcuni stati possano portare ad agire troppo poco e troppo tardi di fronte alle conseguenze economiche della pandemia del coronavirus”. Intanto la Bce si è detta pronta ad accettare anche i titoli di Stato con rating ‘junk’, il livello speculativo, a garanzia della liquidità che fornisce alle banche. Questa decisione pare proprio legata in particolare all’Italia – che fronteggia un aumento drastico del debito e una recessione intorno a -10% quest’anno. I titoli di Stato italiani hanno un rating due gradini sopra il ‘junk’ per S&P, il cui giudizio però verrà rivisto proprio domani. Così come si aspetta con preoccupazione il nuovo giudizio di Moody’s atteso per giugno: qui il Belpaese parte solo un gradino sopra la ‘spazzatura’. Perche’ la Bce possa tagliare l’acquisizione ordinaria di bond di un Paese, relegando le sue banche alla costosa liquidità d’emergenza ‘Ela’, occorre che il ‘junk’ venga dichiarato da tutte e quattro le agenzie di rating: quindi comprese anche Fitch e Dbrs. Una ipotesi di scuola ma che potrebbe portare a speculazioni sui mercati. La mossa della Lagarde di giocare d’anticipo quindi potrebbe aiutare ad evitare nuovi terremoti finanziari per l’Italia.

D’altra parte sono numerosi i nodi da sciogliere così come spiegato molto bene dalle colonne del Frankfurter Allgemeine Zeitung proprio oggi. In particolare saranno cinque le domande chiave a cui oggi l’Eurogruppo sta tentando di dare una risposta: la dimensione del fondo per la rinascita, come verrà finanziato, come verrà utilizzato, quanto durerà e quali saranno i flussi di cassa verso i singoli Stati Membri.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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