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Minneapolis in fiamme dopo l’omicidio di Floyd

Diventa sempre più drammatica la situazione a Minneapolis, a seguito dell’omicidio di George Floyd, l’afroamericano di 46 anni ucciso durante l’arrestato dalla polizia locale. Ormai da due giorni la città del Minnesota è infatti scossa da violente manifestazioni spontanee di protesta dopo la diffusione del video dell’uccisione che ha fatto il giro del Web. Centri commerciali devastati, auto in fiamme, strade invase dai lacrimogeni, collegamenti pubblici sospesi hanno portato il Governatore Tim Walz ad attivare la Guardia Nazionale e a movimentare 200 agenti per tentare di ripristinare l’ordine. Proprio il Governatore ha lanciato un appello accorato alla popolazione “E’ tempo di ricostruire. Ricostruiamo la città, ricostruiamo il nostro sistema giudiziario, il nostro rapporto fra le forze dell’ordine e coloro che sono incaricati di proteggere. La morte di Floyd dovrebbe portare giustizia e un cambiamento al sistema del nostro Paese non altra morte e distruzione“.

Anche la famiglia dell’afroamericano è intervenuta dicendo “Floyd non vorrebbe che le persone si facessero male. Ha vissuto la sua vita proteggendo le persone. Mettiamoci insieme per ricostruire, ricordare e cercare giustizia“. Alle loro parole si sono aggiunte quelle del sindaco della Città Jacobs FreySe senti quella tristezza, quella rabbia, non è solo comprensibile, è giusto. E’ un riflesso della verità che la nostra comunità nera ha vissuto. Dobbiamo credere che possiamo essere migliori di come siamo stati“.

Il Consiglio comunale della Città ha dichiarato che nei prossimi giorni organizzerà un incontro per tentare di aiutare le aziende e i proprietari di case distrutte dall’ondata di protesta e dagli incendi appiccati nei giorni scorsi. E’ certo però che la capacità di offrire assistenza della municipalità sarà limitata, se non adeguatamente supportata dal Governo Federale. La situazione a Minneapolis era già grigia prima di questa guerriglia, con una crisi economica che mordeva a causa della pandemica Covid-19, ora il rischio è di non avere fondi a sufficienza per rispondere alla nuova ondata di richieste.

Intanto la catena Target ha chiuso 14 negozi dopo i disordini e saccheggi avvenuti ed è andato distrutto in un incendio l’edificio di sei piani, oggetto di un progetto di riqualificazione dell’ex negozio di alimentari Rainbow Foods tra Lake Street e Hiawatha Avenue, che doveva ospitare 189 famiglie a basso reddito. Già nella notte di mercoledì l’incendio aveva inghiottito le parti alte della costruzione, i cui lavori erano partiti in autunno, che poi è andata distrutta.

Foto – L’ex negozio di alimentari Rainbow Foods che doveva ospitare 189 famiglie a basso reddito in Minnesota

Anche i funzionari sanitari hanno lanciato l’allarme che le proteste in atto potrebbe acuire la diffusione del Coronavirus e innescare una ondata di epidemia. Il Commissario per la Salute Jan Malcolm ha giustamente ricordato come “per la prima volta il virus non sia al primo posto dei pensieri dei cittadini. Ma questo non riduce il pericolo del contagio. Una malattia che fino ad oggi ha causato nello Stato 967 morti”. A preoccupare è in particolare il record registrato proprio giovedì di 35 morti da Covid-19.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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