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L’India alla guida dei BRICS nel 2021, tra cooperazione con la Russia e indipendenza dalle pressioni degli USA

L’India ha intrapreso il suo anno di presidenza BRICS, succedendo alla Russia alla guida del quintetto di Stati che sta erigendo un nuovo mondo multipolare. Si fa notare la stretta cooperazione proprio con la Federazione Russa in un settore altamente delicato come quello militare. Secondo Lucas Leiroz, ricercatore dell’Università Federale di Rio de Janeiro, i legami crescenti tra questi due Paesi potrebbero generare dei cambiamenti significativi per l’intero assetto della comunità internazionale. A ottobre del 2018 l’India aveva siglato con la compagnia russa statale Rosoboronexport un contratto per la fornitura di cinque sistemi d’arma antiaerei S-400, per un valore di oltre 5 miliardi di dollari (parzialmente già pagati); l’acquisto non è ancora stato perfezionato, ma dall’India sono giunti in Russia cento addetti militari per essere addestrati all’utilizzo di tali sistemi. Sotto la presidenza Trump, l’America aveva disapprovato l’accordo e aveva ammonito Nuova Delhi chiedendole di cancellarlo; ora tocca a Biden decidere se continuare sulla linea di Trump o di avere un atteggiamento più aggressivo verso gli indiani. Gli Stati Uniti, comunque, non possono osare troppo, perché condividono con l’India un nemico comune di peso globale, la Cina: quindi non possono esagerare con le minacce, anche perché gli indiani non sembrano interessati a un’alleanza ideologica con gli americani stessi. L’India persegue il suo interesse, che è quello di garantire la propria sicurezza, in particolare contro la Cina, e per questo è disposta a cooperare con i Paesi che dimostrano la propria disponibilità al dialogo, in questo caso la Russia. Come rivelato dal generale dell’esercito indiano Manoj Naravane, oltre ai sistemi anti-aerei, l’India sta per prendere dalla Russia anche la licenza per produrre il fucile d’assalto Kalashnikov AK-203. Nell’impianto di Korva, nello Stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, si prevede la fabbricazione di oltre 600mila pezzi, al costo di 70mila rupie (circa 958 dollari), che rappresenta una cifra di molto inferiore a quella da sborsare per avere un fucile d’assalto made in USA.

In un’intervista all’agenzia di stampa russa TASS, l’ambasciatore indiano a Mosca, Bala Venkatesh Varma, ha rimarcato l’assoluta indipendenza della linea politica del suo Paese rispetto alle pressioni di Stati terzi, condotta secondo la tutela degli interessi indiani e della sicurezza nazionale. La cooperazione con la Russia, specialmente in ambito tecnologico e militare, segue proprio questi principi, ma l’ambasciatore Varma ha incluso nel suo discorso anche la partnership strategica globale con l’America per sottolineare come le relazioni dell’India con ciascun Paese siano indipendenti. E sulla presidenza del BRICS, Varma ha detto che l’India intende consolidare il quintetto come piattaforma cruciale a livello internazionale per la cooperazione nel mondo multipolare. La finalità non è soltanto quella di cambiare in meglio la situazione economica e quella della salute dopo le difficoltà della pandemia, ma anche di rafforzare la sinergia di contatti fra i popoli. E proprio a livello economico, intanto, la banca indiana di import-export, la India Exim Bank, ha aperto le adesioni all’edizione 2021 del “BRICS Economic Reserch Award”, il premio dedicato a stimolare e incoraggiare le ricerche specialistiche su argomenti di rivelanza per il gruppo BRICS. Il montepremi messo in palio dalla banca è di 1 milione e mezzo di rupie, cioè 22mila dollari, oltre a una medaglia e a una menzione. I temi su cui i candidati (provenienti solamente da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) dovranno vertere sull’economia e il commercio internazionali, lo sviluppo e gli aspetti complementari della finanza, sempre con attitenza alla realtà dei Paesi suddetti. Nel bienno 2020-2021 l’India fa anche parte del Comitato esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Forte di questa posizione, si è dedicata a stilare una proposta di riforma dell’ente stesso, che ha trasmesso all’ONU e che è strutturata in nove punti. I cambiamenti desiderati da Nuova Delhi riguardano il finanziamento e la gestione dell’ente, in particolare per quanto concerne la trasparenza nell’uso dei fondi e un accesso equo ed effettivo ai vaccini contro il Covid-19. Il governo indiano aveva già sollevato tali questioni presso il G20 e il BRICS, trovando appoggio in altri  Paesi insoddisfatti della gestione delle prime fasi dell’emergenza coronavirus; a questo proposito, il documento indiano chiede “criteri oggettivi accompagnati da parametri chiari” nell’eventuale dichiarazione di “un’emergenza di interesse internazionale per la salute pubblica”. 

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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