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Libia, schermaglie nonostante le prove di dialogo a Gammarth

Sono iniziati oggi a Tunisi i colloqui preparativi del dialogo libico, che prenderà via lunedì prossimo a Gammarth. I confronti sono partiti dopo che sono giunti in Tunisia i primi delegati nella stazione balneare situata circa 15 chilometri a nord di Tunisi, adiacente a La Marsa. Le autorità tunisine hanno completato i preparativi logistici e di sicurezza, mentre continua il coordinamento tunisino con la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) e con i paesi che sponsorizzano la Dichiarazione di Berlino.

In dichiarazioni ai canali televisivi arabi “Al Arabiya” e “Al Hadath“, Walid El Hadjam, portavoce della presidenza tunisina, ha affermato di auspicare che “un accordo storico possa essere siglato in questa occasione in modo da porre fine alla crisi libica e consacrare il ruolo centrale e positivo della diplomazia tunisina nella regione“. A preoccupare la Tunisia sono in particolare le continue chiusure delle frontiere tra i due Paesi, una situazione che influisce negativamente anche sull’economia del Paese e sulle condizioni di vita dei residenti delle regioni di confine, dove sta aumentando sempre di più la povertà. Gli osservatori tunisini ritengono che in caso di accordo permanente tra le parti libiche, il proprio Paese potrebbe beneficiarne per la ricostruzione.

La rivista francese “Jeune Afrique” intanto ha dedicato un articolo allo scontro politico che è in atto nel Paese – nonostante le prove di dialogo – per la guida del futuro governo unitario. Secondo la rivista francese, il Presidente del Consiglio di Presidenza del Governo di Accordo Nazionale (Gna), Fayez Al-Sarraj, rimarrà presidente onorario fino alle prossime elezioni. Gli analisti della rivista sostengono che il dialogo politico libico organizzato dalla Missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) il 9 novembre in Tunisia dovrebbe consentire la formazione di un nuovo consiglio presidenziale e di un nuovo governo, sottolineando che l’obiettivo del dialogo è concludere un nuovo accordo alternativo a quello di Skhirat. Il Capo ad interim della Unsmil, Stephanie Williams, ha chiesto di porre fine alle battaglie personali che mirano a prevalere sull’interesse pubblico del paese, e alle guerre di influenza tra Est e Ovest per il controllo delle posizioni sovrane in Libia.

La crisi libica è stata proprio in queste ore uno dei temi caldi di un colloquio telefonico tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e quello russo, Vladimir Putin. Nel corso della telefonata, secondo il Cremlino, i due capi di Stato hanno evidenziato la vicinanza delle loro posizioni e si sono espressi “a favore dell’intensificazione degli sforzi per normalizzare rapidamente la situazione nel Paese” e si sono detti pronti a collaborare contro ogni forma di terrorismo nel mondo. 

Se in Tunisia si mettono in scena prove di pace, in Libia continuano casi che creano tensione. La Commissione nazionale per i diritti umani libica (Nchrl) ha chiesto l’apertura di un’inchiesta su quanto avvenuto ieri a Mitiga, aeroporto di Tripoli, dove una milizia avrebbe fermato tutti i cittadini del volo proveniente da Bengasi che risultavano residenti nell’est della Libia. In un comunicato la Commissione ha condannato l’accaduto ed ha chiesto ragguagli al ministero dell’Interno. E’ stata inoltre intimata dla liberazione di queste persone della Cirenaica, evitando che si ripetano episodi simili. Sull’episodio è intervenuto anche il ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale (Gna), Fathi Basghagha, che ha condannato l’accaduto sostenendo che la milizia che ha fermato questi cittadini dell’est non rappresenta il Gna libico ed ha chiesto alle forze di sicurezza della capitale di aprire un’inchiesta. Anche le Forze di protezione di Tripoli hanno negato un coinvolgimento dei loro uomini nell’episodio accaduto ieri nell’aeroporto di Mitiga, quando un gruppo di miliziani ha fermato le persone provenienti da Bengasi, con una nota apparsa su Facebook che afferma “non abbiamo alcuna responsabilità rispetto alla gestione della sicurezza dell’aeroporto di Tripoli“. Ma sui social media la milizia al Nawasi è stata accusata di essere responsabile dell’accaduto. 

Ma non sono solo le schermaglie belliche a dover preoccupare in Libia. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) e l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) hanno espresso la propria preoccupazione per la carenza di vaccini fondamentali per il Paese, che minaccia la salute di 250mila bambini. A causa della scarsità di vaccini sono stati interrotti i programmi di vaccinazione dei bambini, una situazione che li esporrebbe a rischio di malattie e morte. La pandemia ha aggravato il problema visto che la chiusura dei confini internazionali, le restrizioni di movimenterebbe rallentato il sistema degli ‘approvvigionamenti . Molti centri di vaccinazione sono stati costretti a chiudere a causa di mancanza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. Una recente verifica in 200 dei 700 siti per le vaccinazioni in Libia, portata avanti dal National Centre of Disease Control col supporto dell’Unicef e dell’Oms, ha dimostrato che tutti i 200 siti avevano esaurito il vaccino Bcg e avevano quantità estremamente limitate del vaccino esavalente. Il vaccino Bcg protegge i bambini contro la tubercolosi, la malattia infettiva più letale al mondo. Il vaccino esavalente protegge contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, haemophilus B ed epatite B. Dalla verifica è inoltre risultato che ci si aspetta di terminare le scorte di vaccini contro polio e morbillo entro la fine dell’anno. Se non verranno prese misure per rifornire le scorte di questi vaccini, probabilmente le malattie che prevengono si diffonderanno velocemente, con gravi conseguenze. L’Unicef e l’Oms hanno quindi esortato le autorità nazionali a garantire l’immediato stanziamento di fondi per rifornire le scorte di vaccini del paese. “I vaccini sono fra gli interventi di salute pubblica piu’ importanti a livello globale. La vaccinazione protegge i bambini contro malattie gravi prevenibili con vaccino e riduce la mortalita’ dei bambini”, ha dichiarato Elizabeth Hoff, rappresentante dell’Oms in Libia. LIBIA. “L’Oms non lesinera’ sforzi per migliorare la copertura vaccinale dei bambini in tutto il paese, al fine di garantire un’infanzia sana e un futuro prospero”.

Sul fronte economico in Libia è ripartita la produzione di petrolio che ha segnato in queste ore il superamento del milione di barili al giorno. Ad annunciarlo la compagnia petrolifera nazionale libica, National Oil Corporation (Noc). “La National Oil Corporation riferisce di essere riuscita ad aumentare la sua produzione a 1.036.035 barili al giorno“. La Noc ha però ricordato che potrebbe non essere in grado di mantenere l’attuale livello di produzione, inoltre, che potrebbe essere ridotta o completamente sospesa a causa dell’ostruzione da parte di una serie di parti degli sforzi della società per aumentare la produzione di greggio e rilanciare la economia.

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