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Libia, attacco GNA a Tarhouna pianificato da settimane, tra i gruppi anti-Haftar ribelli siriani

Il portavoce del Libyan National Army (LNA), il generale Ahmed Al-Mismari, ha confermato che le forze affiliate al Governo di Accordo Nazionale (GNA) stanno provando a controllare tutte le strade che portano a Tarhouna. La città a sud di Tripoli, da sempre roccaforte dei fedelissimi del feldmaresciallo Khalifa Haftar, risulta difficile da conquistare per le bande armate del GNA e per i mezzi blindati turchi, per via del terreno montuoso circostante. Al-Mismari ha sottolineato, in una conferenza stampa domenica sera a Bengasi, che le forze di Tripoli hanno mobilitato un gran numero di truppe dal sud-ovest di Zlitan lanciando una grande offensiva dall’area di Garabulli e Tawisha. Dopo una ritirata iniziale, l’LNA è stato in grado di respingere l’attacco a Tarhouna, ma migliaia di combattenti sono stati schierati lungo le strade che collegano il centro alla costa.

FOTO – Un combattente dell’Africa sub-Sahariana pubblicata dai gruppi anti-Haftar porta sull’uniforme lo stemma delle forze GNA

Secondo quanto riferito da organizzazioni internazionali attive in Libia, il battaglione Rihbat di Tajoura è entrato nei confini amministrativi di Tarhouna sabato pomeriggio intorno alle 16.00, costringendo la nona brigata “Al-Kaniat” a ritirarsi parzialmente dall’asse di ingaggio di Ain Zara, nella capitale, per difendere la propria città. Migliaia di volontari non regolari sono scesi in campo per respingere l’aggressione dei gruppi armati provenienti da Tripoli, Misurata e Zintan. Entrambe le parti sono riuscite a catturare elementi della fazione opposta e la divisione di informazione militare dell’LNA ha descritto l’offensiva di Serraj come un attacco fallito. Entrambe le fazioni hanno condotto diversi attacchi ad ala fissa nell’area, i droni dell’LNA hanno colpito principalmente le forze del GNA lungo la strada che porta a Suq al-Jumah, mentre quelli turchi si sono concentrati all’interno della municipalità. Il Tarhouna General Hospital ha rivelato domenica 19 aprile che 3 fratelli, Abdel-Moneim, Mounir e Alaa Shagila, sono stati uccisi da un bombardamento condotto da un drone straniero in sostegno dei gruppi armati del GNA nell’area del mercato del venerdì, mentre un quarto fratello, Abdel-Hakim, sarebbe stato ferito e si troverebbe ancora ricoverato in gravi condizioni.

Foto – Le forze armate del GNA pregano prima dell’offensiva

Diverse fonti hanno confermato la presenza tra i ranghi delle forze anti-Haftar di ribelli siriani delle brigate Sultan Murad e Suleyman Shah, sotto il comando di Muhammad Jassim alias Abu Amshah. Secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani migliaia di siriani sono stati trasferiti in Libia dalla città di Idlib nei primi mesi del 2020. Ora, nei video diffusi in rete, emerge tra questi un senso di frustrazione. Molti combattenti affermano di non essere stati pagati negli ultimi due mesi o di non aver ricevuto i pagamenti in dollari come promesso. Ciò starebbe creando non poche tensioni, malgrado gli inviti del gran mufti di Tripoli ad immolarsi contro il nemico in nome di Dio. Il controverso imam, Al-Sadiq al-Gharyani, ha sollecitato i giovani tra le forze allineate al Governo di Accordo Nazionale (GNA) ad effettuare operazioni kamikaze qualora queste possano indebolire i ranghi dell’LNA. In un’intervista televisiva, al-Gharyani ha affermato che gli attacchi suicida sono “legittimi ed ammissibili perché molti dei compagni del Profeta si gettarono dalle mura e morirono per aprire il forte”. Ciò conferma che la narrativa al fronte si sposta sempre di più sul piano religioso e sulle logiche dell’ideologia estremista, più che sui guadagni e la nobiltà delle operazioni militari in difesa della capitale dall’aggressore come in passato.

Video – Ribelle siriano catturato dall’LNA afferma di essere stato reclutato da Erdogan per combattere in Libia

L’offensiva del GNA a Tarhouna sembra sia stata pianificata da tempo con il sostegno degli ufficiali turchi.  Arriva infatti dopo settimane di isolamento per la città, lasciata senza rifornimenti di carburante, connessione internet, elettricità ed acqua corrente, così come scarseggiano beni di prima necessità nel tentativo di scoraggiare i residenti dal sostenere l’esercito libico. Lo stesso trattamento viene riservato da almeno due settimane agli abitanti di Bani Walid. Entrambe le parti si accusano a vicenda di impiegare combattenti stranieri. Nella narrativa dei media anti-Haftar dei Fratelli Musulmani, sono apparse foto di un foglio con scritto in russo e in arabo di abbandonare la battaglia, ma nessuna evidenza è stata fornita circa l’autenticità. Alcune agenzie di stampa hanno successivamente riportato che si sarebbe trattato di volantini lanciati dal cielo per avvertire le forze di Haftar in difficoltà, eventi di cui i civili non sembrano essere a conoscenza. Gli stessi media hanno inoltre pubblicato foto di combattenti sub-sahariani a fianco di Haftar, post poi cancellati in quanto le divise di tali combattenti portavano al contrario i loghi e gli stemmi delle divise dei gruppi affiliati al Governo di Tripoli. 

  

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