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L’Azerbaijan dialoga con l’Unione Europea

Come riportato dai media azeri, il 6 luglio si è tenuto un incontro in videoconferenza tra il ministro degli Esteri dell’Azerbaijan Elmar Mammadyarov e il commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato Olivér Várhelyi. La riunione virtuale è servita a tenere vivo – almeno a livello di principii e con l’obiettivo di arrivare un giorno a un nuovo accordo bilaterale – il dialogo sui punti che premono maggiormente all’Azerbaijan. Elenchiamone alcuni.

In primis, aumentare gli scambi commerciali con l’Europa, in particolare permettendo a un maggior numero di aziende azere di esportare i loro prodotti agricoli sul mercato europeo. Per il momento è ancora la Russia uno degli sbocchi principali per il settore agroalimentare azero, specialmente dopo l’introduzione dell’embargo russo sui prodotti europei. In secondo luogo, si tratterebbe di rendere disponibile all’Azerbaijan il turismo proveniente dall’Europa grazie alla cancellazione del regime dei visti, che avrebbe successive ricadute sulla circolazione delle persone tra il Caucaso e il Vecchio Continente. Infine, a livello strettamente politico, l’Azerbaijan enfatizza la posizione europea sul rispetto dell’integrità territoriale e sul contrasto ai separatismi violenti: è evidente il rimando alla questione ancora aperta del Nagorno Karabakh e alle contese con l’Armenia, la quale si trova maggiormente nell’orbita di influenza russa.

D’altra parte, l’Azerbaijan rappresenta per l’Unione Europea un Paese da trattare con la debita delicatezza per una serie di interessi di carattere politico ed energetico. Esso è infatti per la sua posizione geografica un vero ponte tra Europa e Asia ed è pienamente consapevole del suo ruolo cruciale per il completamento del progetto del Corridoio meridionale del gas (SGC), che consente all’Europa di approvvigionarsi alle riserve del Mar Caspio aggirando Mosca. Inoltre, l’Azerbaijan è già da sette anni il primo fornitore di petrolio dell’Italia e ha guadagnato ancora più importanza in Europa avendo compensato con il suo greggio la diminuzione delle importazioni dalla Libia. E se si fanno inevitabilmente sentire i suoi forti legami storico-culturali con la Turchia, l’Azerbaijan è al tempo stesso legato alla Russia dalla comune eredità sovietica, mentre alcuni segmenti della sua società guardano all’Unione Europea come modello di democrazia per un Paese governato dal 1993 dalla medesima famiglia (fino al 2003 il presidente è stato Heydar Aliyev, a cui è succeduto il figlio, l’attuale presidente Ilham Aliyev). 

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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