I più letti

Categorie

  • Nessuna categoria

La Russia torna a bombardare Idlib, “prova a distrarre la Turchia in Libia”

“Oggi sono impegnato a distribuire le mascherine protettive per il COVID-19, sono ustionato dal sole. Proverò a scattare qualche foto anche se i passanti non amano essere fotografati”. A parlare è il giovane Mohammad, che nella città nordoccidentale di Idlib, in Siria, ha lanciato una campagna di prevenzione e protezione per il nuovo coronavirus. Il Governo siriano ha annunciato ieri 2 morti e 22 nuovi casi di COVID-19. La paura del virus si aggiunge alle sofferenze del conflitto. Ieri sera l’aviazione russa ha condotto raid aerei nell’area di Idlib, raggiungendo indiscriminatamente le aree residenziali. L’offensiva è giunta in risposta ad un attacco esplosivo che ha colpito le pattuglie russe e turche lungo la superstrada M4, nella parte meridionale di una zona di escalation, ferendo almeno tre militari russi e diversi turchi. 

Foto – Campagna di distribuzione mascherine a Idlib per Covid-19

Le Brigate Khattab al-Shishani hanno rivendicato quello che viene descritto come un attacco suicida: “il nostro cavaliere ha colpito il tavolo delle trattative, per firmarlo con il suo sangue, fuoco acciaio e calore ardente”. La Russia e la Turchia hanno iniziato a pattugliare la M4 a marzo a seguito di un accordo di cessate il fuoco, volto a fermare i combattimenti dentro e intorno a Idlib, l’ultimo grande bastione delle forze antigovernative nella guerra civile siriana. “I russi stanno aprendo il fronte siriano, in modo di distrarre la Turchia e le fazioni siriane in Libia”. Afferma Ali, un giovane siriano di 22 anni, attualmente impiegato a Tripoli con l’esercito di Ankara. “Ma c’è qualcosa che la Russia non sa, non ci sono combattenti da Idlib tra le nostre truppe in Libia. Prevedevamo questa mossa russa, perciò non abbiamo trasferito guerrieri da Idlib che sono tantissimi e tra i più feroci”. Ha aggiunto.

Oggi le forze pro-Assad hanno bombardato con artiglieria pesante il villaggio di Qafqin, nel distretto di Jabal al-Zawia, a sud di Idlib. Poco prima della stesura di questo rapporto, intorno alle 20,00 ore locali, diverse fonti hanno riferito di una forte esplosione nella città di al-Hasakah. Le immagini mostrano una densa nuvola di fumo sollevarsi verso il cielo. In Siria, la Russia sostiene il presidente siriano Bashar al-Assad mentre la Turchia sostiene l’opposizione, ma i due paesi hanno raggiunto diversi accordi per ridurre le ostilità. In Libia, invece, il Cremlino si è schierato apertamente con il Generale Khalifa Haftar e all’esercito libico (LNA), mentre la Turchia supporta il Governo di Tripoli (GNA), guidato da Fayez al-Serraj.

Foto – Fazioni siriane all’interno del campo militare di Salah al Din

Ad oggi ci sono almeno 10.000 siriani nel Paese nordafricano, sotto il comando e il coordinamento degli ufficiali turchi. Dopo almeno 5 mesi di pesanti combattimenti, in cui hanno occupato le case dei civili costretti a fuggire, oggi le fazioni siriane sono ospitate all’interno dei college militari a sud della capitale Tripoli, a Salah el-Din ed Ain Zara. Hanno acceso inoltre ad un ospedale dedicato all’interno dell’aeroporto internazionale di Mitiga. Sono anche schierati a fianco dei gruppi armati anti-Haftar, a Misurata e Sirte. La Russia dall’altra parte avrebbe mosso almeno 8 suoi cacciabombardieri, secondo il Dipartimento di Stato americano, e alcune centinaia di uomini sarebbero presenti a Sirte per coordinare le truppe dell’LNA. Una presenza russa è stata anche segnalata all’interno di al-Jufra, nella Libia meridionale, e i preparativi sul campo sembrano annunciare un imminente inizio della battaglia, che la diplomazia cerca in ogni modo di voler scongiurare.

Condividi questo post

Nata nelle Marche nel 1988. Giornalista pubblicista, vive a Tunisi dove sta studiando arabo mentre partecipa alle vicende libiche. Corrispondente per “Notizie Geopolitiche”, Tripoli è stata la sua prima esperienza come inviata di guerra. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratrice presso il quotidiano di approfondimento “L’Indro”. Ho commentato la crisi libica per diversi canali del Golfo (218 TV, Sky News Arabia, Libya’s Channel e Libya al-Hadath) ed italiani (TgCom24, SkyTg24, Uno mattina, Tg Rai, Radio Domani, Radio Anch’io, Radio in Blu). È autrice di “Speciale Libia”, una piattaforma dedicata al Paese nordafricano. Scrive di Medio Oriente e Nord Africa, dal terrorismo al lablabi.

    Leave Your Comment

    Your email address will not be published.*

    Forgot Password