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La Germania suona la sveglia al Governo. Per Handelsblatt Conte è, per ora, ‘un gigante’ dai piedi di argilla

Il noto quotidiano economico tedesco Handelsblatt sabato scorso ha dedicato una lunga e dettagliata analisi sulla situazione italiana post pandemia. In particolare l’articolo si è soffermato sul presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tratteggiandone un ritratto dai molti dettagliati chiaroscuri. Se come sottolineato dal giornale teutonico, “con il 60 per cento è di gran lunga il politico più popolare in Italia secondo l’ultimo sondaggio dell’istituto di sondaggi Demos & Pi per “La Repubblica” di fine agosto” per Handelsblatt tale successo con i cittadini “viene solo dalla crisi”. Infatti “il suo primo anno al governo Conte II è stato quasi interamente plasmato dal Coronavirus. A gennaio aveva già imposto lo stato di emergenza in Italia, che è ancora in vigore“.

Dalla Germania riconoscono a Conte di non aver commesso “errori fatali come Trump, Bolsonaro o Johnson, che inizialmente hanno negato la pandemia e quindi l’hanno aggravata“, forse non ricordandosi in modo puntuale l’infausto febbraio italiano quando il premier, seguendo gli inviti agli aperitivi del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti e dei sindaci di Milano e Bergamo, ancora affermava “L’Italia è un Paese sicuro, in cui si può viaggiare e fare turismo. Ci sono solo aree limitatissime con restrizioni; forse è un Paese più sicuro di tanti altri” e faceva partire una telefonata da Palazzo Chigi alla Rai intimando “Basta allarmismi!“. D’altra parte sempre in quel periodo in una conferenza stampa con il ministro della Sanità Speranza affermò “In Italia la grandissima parte delle persone contagiate guariscono senza conseguenze”.

A prescindere da queste precisazioni per Handelsblatt Conte resta però “un fenomeno politico. Un professore di diritto non partitico senza esperienza politica” senza un “programma politico“. Per i tedeschi a Conte è stato perdonato tutto dagli italiani “dall’attesa per ore nel bel mezzo del blocco a marzo, quando la paura era maggiore” per la conferenza stampa che doveva annunciare il lockdown nel Paese, all’utilizzo della sua pagina Facebook per fare gli annunci al Paese. L’abuso dei decreti per impartire gli ordini e i divieti del governo senza chiedere al parlamento. Però nel giudizio dei commentatori tedeschi i nodi ora rischiano di arrivare tutti al pettine anche perché via via che la crisi pandemica sta scemando ora “questioni come la politica industriale o il problema dei rifugiati” rimaste per lungo tempo indietro si ripresentano e non sarà sufficiente per il premier l’unico punto programmatico che pare tenere unita la coalizione di governo “Prevenire la vittoria elettorale di Salvini“. “D’ora in poi il presidente del Consiglio non sarà più giudicato dalla gestione della crisi, ma dalla domanda se riuscirà a migliorare la drammatica situazione economica“.

Handelsblatt riconosce come al momento, l’Italia stia facendo meglio di altri paesi dell’UE come Spagna e Francia quando si tratta di nuovi contagi. Ma Conte nei suoi ultimi messaggi televisivi ha abbandonato l’incertezza iniziale, “apparendo sempre più fiducioso e talvolta arrogante“. Peccato che sul fronte economico le risposte messe in campo dal Governo giallorosso secondo il quotidiano economico tedesco non siano sufficienti. Ricordano dalla Germania: “Il blocco di quasi tre mesi ha portato a una grave crisi economica. Solo nel secondo trimestre, l’economia è diminuita del 12,4%; per l’intero anno, la Commissione UE prevede che il prodotto interno lordo diminuirà dell’11,2%. Secondo l’ufficio statistico Istat, dall’inizio di febbraio sono stati persi circa 500mila posti di lavoro. Le industrie del turismo e della ristorazione stanno andando male. La produzione industriale è ai minimi storici. Il deficit di bilancio quest’anno sarà addirittura superiore al 10,4 per cento precedentemente pianificato. È probabile un ulteriore aumento. Secondo la banca centrale italiana, il debito nazionale in Italia è già di 2,53 trilioni di euro. Si prevede un aumento di oltre il 155% della produzione economica annuale per l’intero anno“.

Giuseppe Orsina, direttore della Luiss School of Government ha spiegato come. “Molto è stato fatto sulla carta per risolvere la crisi economica ma a causa della pubblica amministrazione ancora inefficiente, bisogna vedere come arrivano tutti gli ordini nella vita reale”. Berlino non capisce perché Conte non abbia adottato “misure snelle invece di decreti di centinaia di pagine e altrettanti paragrafi scrivere“.

E’ impietosa invece l’immagine che fornisce Handelsblatt del Governo italiano dopo l’accordo raggiunto al vertice Ue sul fondo per la “ricostruzione” e che ha visto il Paese ricevere 209 miliardi di euro dal Fondo di recupero, 127 miliardi di euro in prestiti, 81 miliardi di euro in sovvenzioni. Conte è tornato in patria da eroe, chiosano dal quotidiano, ma “da allora a Roma imperversa la lotta per la distribuzione. Le proposte si accumulano, ogni ministero vuole la sua parte della torta, anche se i soldi vengono pagati al più presto l’anno successivo“. Anche Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’economia e delle finanze, si è detto preoccupato affermando che “l’Italia non deve soccombere alla tentazione di aumentare la spesa corrente. Al governo manca ancora la coesione e non c’è una visione chiara per il futuro“.

L’articolo di Handelsblatt, che è sempre stato un giornale molto tenero nei giudizi verso Conte, dovrebbe suonare come un monito. C’è chi in Europa si sta preoccupando per il credito concesso al Governo italiano e al premier Conte. Non è un caso che venga ricordato come proprio “il connazionale Paolo Gentiloni, commissario all’economia Ue, in un’audizione al parlamento romano” abbia ricordato ai parlamentari: “Bruxelles attende entro metà ottobre le bozze con le quali si potrà iniziare il necessario esame. La Commissione si aspetta che il governo, nel formulare il programma di riforma, indichi la sua scelta dei progetti in base alle priorità e non presenti una ‘lista di spesa’“. Il quotidiano poi si interroga se non abbia ragione Matteo Renzi quando afferma “Dire no all’ESM è un suicidio per un Paese indebitato. Penso che ora sia il turno urgente di Conte. Se Conte chiede i fondi MES, vuol dire che vuole guidare l’Italia. Se non lo fa, significa che vuole solo eseguire le cinque stelle. La scelta è sua”.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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