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La Confederazione olandese delle industrie domanda al Consiglio UE di accelerare sul Recovery Fund

La Confederazione olandese delle industrie (VNO-NCW) ha diramato una nota congiunta con Confindustria per lanciare un appello al Consiglio europeo affinché “definisca il nuovo quadro finanziario pluriennale e il recovery plan UE prima della pausa estiva per garantirne l’entrata in vigore non oltre il 1 gennaio 2021“. Secondo gli industriali olandesi e italiani “L’Unione Europea e i suoi Stati membri saranno in grado di gestire la sfida senza precedenti del Covid-19 solo se dimostreranno coesione e unità profonde. Ciò significa sia aiutare generosamente le regioni e i settori in maggiore difficoltà, sia consolidare e rafforzare la base industriale e tecnologica dell’Europa, investendo e aumentando la redditività e la competitività”. Proprio per raggiungere tali risultati è centrale l’approvazione di “Next Generation EU” della Commissione europea.

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Hans de Boer (pres. VNO-NWC) e Carlo Bonomi (pres. Confindustria)

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Entrambe le organizzazioni chiariscono che “siamo a favore della solidarietà sotto forma di sovvenzioni e prestiti che aiuteranno le regioni e i settori più impattati, a condizione che vi sia pieno impegno nella responsabilità di bilancio. Inoltre, crediamo che il Recovery Plan e il Recovery and Resilience Facility debbano aiutare i paesi a realizzare le priorità di riforma e a rilanciare gli investimenti, per raggiungere una maggiore coesione, come indicato dalla Commissione”. 

Le due Associazioni in particolare credono che il rilancio delle rispettive economie passi attraverso il sostegno a politiche di transizione legate al clima, alla digitalizzazione e all’autonomia strategica. Non manca una nota polemica nel documento sottoscritto a firma di Carlo Bonomi, neo presidente di Confindustria e Hans de Boer presidente di VNO-NCW: “La crisi ha colpito i Paesi europei in maniera asimmetrica e per questo le due Confederazioni auspicano un maggior supporto alle regioni e ai settori in maggiore difficoltà per consolidare e rafforzare la base industriale e tecnologica dell’Europa. All’inizio della crisi, alcuni Stati membri hanno limitato il funzionamento del mercato unico senza tenere conto delle conseguenze in altre parti dell’Ue. Questo non deve ripetersi. Il mercato unico deve fondarsi su una base solida sulla quale le imprese possono contare, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia produttiva strategica dell’Ue. Gli imprenditori sono determinati a costruire una crescita inclusiva e sostenibile in tutta Europa ma chiedono un impegno forte e chiaro da parte dei leader politici europei per rafforzare il Single Market che sostiene l’attività d’impresa. Il mercato unico infatti deve essere una solida base su cui le imprese possono contare anche per aumentare l’autonomia produttiva dell’UE“. 

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