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Kronštadt, il futuro della Russia dalle fortezze al turismo

San Pietroburgo, si sa, è la Venezia del nord. La capitale settentrionale della Russia, meta obbligata per i turisti che visitano il Paese, potrebbe diventare ancora più simile a Venezia non soltanto per i canali e le navi da crociera: è in atto un grandioso piano di riconversione di una delle sue zone più affascinanti e “giovani” dal punto di vista turistico, KronštadtQuesta città-fortezza, costruita dallo zar Pietro il Grande nel 1704, fu protagonista nella Rivoluzione d’Ottobre e nella Seconda guerra mondiale. Per tutta l’epoca sovietica e fino al 1996 è stata una città “chiusa”, cioè inaccessibile agli stranieri, mentre i russi potevano entrarvi solo con permessi speciali; tuttora ospita la Flotta del Baltico della Marina russa e vi si svolgono le parate e le dimostrazioni pratiche delle navi da guerra russe. Oggi l’obiettivo è renderla ancora più aperta e farla diventare l’area più visitata dal segmento di turisti interessati alla storia navale e militare. Il progetto, chiamato “Isola dei forti”, prevede l’allestimento del più grande museo al mondo dedicato alla Marina militare, e poi un Oceanario, un museo sottomarino, porti per yacht, alberghi galleggianti e piattaforme scientifiche. Un ruolo particolare nella realizzazione del progetto è rivestito da Ksenia, figlia minore del ministro della Difesa Shoigu, giovane imprenditrice di talento e investitrice di venture capital, già celebre per le sue startup sportive conosciute anche a livello mondiale, quali le maratone di massa nei centri storici delle città russe e i percorsi a ostacoli “GG”. Per Kronštadt si occupa sia della parte relativa agli sport, tra cui quelli acquatici, sia di tutta la serie di questioni relative alla raccolta degli investimenti dall’estero. Abbiamo chiesto notizie sulla natura e sull’andamento del piano alla co-organizzatrice Marika Korotaeva, che ha già ricoperto diversi ruoli di rilievo nel Consiglio federale russo e nell’Amministrazione presidenziale.

Infografica – Biografia dell’intervistata Marika Korotaeva

– Marika, con la nuova Kronštadt in che modo cambierà il flusso turistico verso la Russia?

– Il progetto “Isola dei forti” è finalizzato alla creazione di un nuovo polo di attrazione per il flusso turistico verso San Pietroburgo: si tratta di turismo culturale e di scoperta. Oggi Kronštadt è una città di 43mila abitanti che non ospita turisti veri e propri, ma accoglie quelli vi fanno una gita di un giorno solo, quasi un milione e mezzo di persone ogni anno che non si fermano a lungo perché la capacità ricettiva è scarsa. Le cose presto cambieranno: inizierà la costruzione di due hotel a 3 e a 4 stelle, che entreranno in funzione nel 2024, e apriranno ristoranti, bar, negozi e altri locali per il servizio dei turisti. Kronštadt è destinata a diventare un vero centro turistico con spazi confortevoli, luoghi di interesse e moderne infrastrutture turistico-ricreative.

– A quale punto si trova il progetto, considerate le difficoltà della quarantena?

– Nonostante la pandemia e le limitazioni che ne sono derivate, stiamo riuscendo a conservare il passo previsto. Sono già stati consegnati gli impianti della prima fase. Abbiamo aperto un complesso sportivo di 4,3 ettari che può ospitare fino a 160 bambini, che trascorreranno il tempo divertendosi in modo dinamico con lasertag, percorsi-avventura e attrezzature sportive. L’8 agosto è stato aperto il Parco storico-museale “Isola dei forti”, il centro del polo storico-culturale di Kronštadt. Il punto principale di interesse è il Viale degli Eroi, inaugurato solennemente il 26 luglio, giorno della Festa della Marina. I visitatori potranno altresì ammirare il “Faro della memoria” su cui sono commemorati con nomi e titoli 200 marinai eroi dall’epoca di Pietro I ad oggi. L’apertura delle prime installazioni del progetto “Isola dei forti” è stata preceduta da un enorme impegno: siamo riusciti a far interagire attivamente tutti i ministeri e gli enti pubblici coinvolti, è stato creato un gruppo di lavoro sotto la guida del governatore di San Pietroburgo Aleksandr Beglov. I famosi forti di Kronštadt “Pietro I”, “Imperatore Alessandro I” e “Kronšlot” saranno ristrutturati e adattati a una fruizione moderna grazie a fondi federali. Questi edifici fortificati, unici nel loro genere, sono sotto la tutela dell’UNESCO e rappresentano per Kronštadt un importante elemento di attrazione turistica.

Foto Marika Korotaeva visita uno dei siti del cantiere di Kronštadt

– Quali saranno gli edifici più originali o avanzati della nuova Kronštadt?

– Certamente il Museo dedicato alla Marina militare, un complesso multifunzionale e interattivo che unisce armonicamente le migliori tradizioni dei musei russi con le nuove tecnologie e le attuali tendenze della comunicazione museale. La sovrapposizione tra veri cimeli d’epoca ed elementi di realtà aumentata permetterà di avere un’esposizione esauriente della storia delle forze navali russe, a cominciare dalla Rus’ di Kiev fino alla Russia moderna. I sistemi di simulazione daranno la possibilità ai visitare di cimentarsi nel pilotaggio di un sottomarino, di una nave, di un aereo o di un elicottero dell’aviazione navale. Un altro impianto particolarissimo sarà l’Oceanario, di cui si prevede l’apertura entro il 2025. Adatto a visitatori di tutte le età, comprende un museo della flora e della fauna dei mari settentrionali della Russia. Nell’Oceanario sarà presente “bocca di lupo” trasparente da cui i visitatori osserveranno l’incessante movimento dei mammiferi marini; vi saranno anche un centro subacqueo professionale e una postazione sottomarina dotata di una cupola di vetro. Inoltre vi sarà una funivia di 1250 metri che unirà l’isola di Kotlin con il forte “Imperatore Alessandro I”. Entro il 2025 inizierà la costruzione di un porto per yacht con un bacino di carenaggio da realizzare secondo un progetto che renderà l’impianto unico nel suo genere in tutto il mar Baltico. Il complesso fortilizio costituisce un unicum perché vi si può ammirare lo sviluppo della competizione accanita tra gli strumenti di attacco dal mare e quelli difensivi, tra il perfezionamento delle fortificazioni e il progresso dei sistemi di artiglieria atti sia ad abbatterle che a difenderle: una gara durata più di 200 anni, nel corso dei quali il fronte difensivo di Pietroburgo non è mai stato spezzato.

– Perché è stata scelta proprio Kronštadt? Fino al 1996 era una città chiusa, e molti stranieri la ritengono ancora una postazione militare in cui aleggia l’atmosfera della Guerra Fredda.

– La decisione di crearvi un cluster storico-culturale deriva anzitutto dal fatto che in Russia non esiste ancora un unico complesso commemorativo dedicato alla Marina militare, e proprio Kronštadt è ideale perché vi si conservano trecento anni di tradizioni della flotta russa. Nella storia, il ruolo di Kronštadt è stato esclusivamente propositivo: una città difensiva che in 316 anni ha impedito che anche una sola nave da guerra nemica si avvicinasse alla foce della Neva e ha permesso di mantenere intatti i monumenti unici di San Pietroburgo con la sua incomparabile architettura di rilevanza mondiale sotto la tutela dell’UNESCO. Kronštadt è anche luogo di novità e di “prime volte”: vi comparve la prima rompighiaccio moderna, la prima scuola per palombari, il primo acquedotto russo;  qui venne inventata la radio da Aleksandr Popov e da qui partirono 41 spedizioni russe intorno al mondo, tra cui quella che dimostrò l’esistenza del sesto continente, l’Antartide. Oggi la Federazione Russa è un Paese aperto ed è felice di ospitare turisti da tutti le parti del mondo. Il turismo sta al di fuori della politica, è qualcosa che unisce le persone, facilita la compenetrazione delle culture e la comprensione tra religioni diverse. La politica non fa parte dei nostri piani di sviluppo per Kronštadt, città meriti un’attenzione non inferiore a quella che hanno altre più popolari in Russia o all’estero.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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