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Kazakhstan meno petrolio, più gas e rilancio delle piccole e medie imprese

L’industria degli idrocarburi in Kazakhstan punterà sugli investimenti in energia pulita e investire sulle fonti rinnovabili nel 2021. Ad annunciarlo uno studio condotto dalla compagnia Dnv Gl. In base al sondaggio, effettuato su professionisti del settore, due terzi degli intervistati affermano che le loro aziende si stanno adattando per ridurre il consumo di carbonio nel mix energetico. La percentuale nel 2018 era del 44 per cento. Inoltre, il 57 per cento degli intervistati afferma di aver già pianificato investimenti nel settore delle fonti rinnovabili. Solo un quinto dichiara che aumenterà gli investimenti in progetti petroliferi nel 2021, dal momento che “il settore sta prendendo sempre più atto che la domanda globale di petrolio ha raggiunto il suo picco o lo raggiungerà nel breve-medio termine“. Il sondaggio si basa sulle risposte di oltre mille dirigenti dell’industria degli idrocarburi.

La produzione di petrolio nel Paese per il 2021 si attesterà a livello di 86 milioni di tonnellate. Mentre saranno 55,8 miliardi i metri cubi di gas che verranno prodotti nel corso dell’anno. “La produzione di petrolio e gas nel 2020, tenuto conto dell’adempimento degli obblighi Opec +, e’ stata pari a 85,7 milioni di tonnellate di petrolio e 55,2 miliardi di metri cubi di gas. Nel 2021 continueranno i lavori per aumentare la produzione e la lavorazione di combustibili e risorse energetiche, con un piano di produzione di 86 milioni di tonnellate di petrolio e 55,8 miliardi di metri cubi di gas“, ha detto Mamin. E se la riconversione alla green energy sarà un punto forte di tutti gli investitori, nel corso del 2021 saranno comunque avviate la costruzione di un impianto di trattamento del gas nel giacimento di Kashagan, la costruzione di un compressore di reiniezione del gas nel giacimento di Karachaganak e sarà effettuato inoltre l’ampliamento della capacità dell’oleodotto del Caspio. 

Intanto il tessuto socio economico in Kazakhstan è stato duramente colpito dalla pandemia di Covid-19 e dalle conseguenti restrizioni per il contenimento del virus: la prima priorità del governo sarà quella di sostenerle. Ad annunciarlo il presidente Kassym-Jomart Tokayev:

Molte grandi aziende hanno registrato un declino dell’attività economica. Anche le piccole e medie imprese hanno sofferto molto. Lo scorso anno sono state assunte diverse misure anti-crisi, attuate rapidamente“.

Tokayev ha quindi affidato al governo e alla Camera nazionale degli imprenditori il compito di analizzare l’efficacia delle misure statali a sostegno delle aziende con un focus particolare sulle piccole e medie imprese, che danno lavoro a circa un terzo della popolazione kazakha. L’esecutivo ha anche ricevuto l’ordine di lavorare su un decreto volto a favorire la competitività a partire dal primo gennaio 2022. Va in questo senso anche l’accordo tra Kazakhstan e Uzbekistan per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria ad alta
velocità che collegherà la regione del Turkestan alla capitale uzbeka Tashkent passando per la città di Shymkent. Lo ha annunciato il premier kazakho Askar Mamin, secondo cui
il progetto favorirà il turismo e gli scambi commerciali in entrambi i Paesi.

Il capo del governo di Nur-Sultan, ripreso da un comunicato, ha precisato che l’iniziativa rientra nel quadro dei progetti d’investimento che il Kazakhstan finanzierà con un budget
di 2,3 milioni di dollari nel 2021. “La modernizzazione e la costruzione di linee ferroviarie avrà l’obiettivo di evitare colli di bottiglia e di incrementare la capacità di trasporto ferroviario dal Kazakhstan a Cina e Uzbekinstan“.

Ha subito invece un rallentamento la realizzazione di un centro economico e commerciale, denominato “Asia centrale”, al confine tra gli stessi due stati. Secondo il ministro del Commercio e dell’Integrazione di Nur-Sultan, Bakhyt Sultanov il Kazakhstan ha già identificato l’area in cui sorgerà il centro e ha già avviato i negoziati con gli investitori. “Tuttavia, a causa del cambiamento della posizione sul versante uzbeko del confine, il processo di attuazione del progetto è stato ritardato“.

Ma per un progetto locale di espansione commerciale che subisce un ritardo vi è un’altro che sta procedendo spedito e che potrebbe creare un mercato molto importante per il Kazakhstan. L’Iran e l’Unione economica eurasiatica (Eaeu, che comprende Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Russia e lo stesso Kazakhstan) si sono dati l’obiettivo di implementare l’interscambio commerciale tra i loro Paesi fino a 20 miliardi di dollari, e il mese prossimo cominceranno a negoziare per rendere permanente l’attuale accordo di libero scambio ad interim. Hamid Zadboum, capo dell’Organizzazione iraniana per la promozione del commercio (Tpoi) ha spiegato come il volume attuale degli scambi tra i cinque Stati membri dell’Eaeu e l’Iran è pari a 850 milioni di dollari. Applicando l’accordo di scambio preferenziale (Fta) tra l’Iran e l’Eaeu al periodo compreso tra il 26 ottobre 2019 e il 26 ottobre 2020, ha proseguito Zadboum, il volume degli scambi fra i sei Paesi tocca i 2,5 miliardi di dollari. L’Fta ad interim, che rappresenta la base dei colloqui per un accordo di libero scambio permanente, comprende l’imposizione di dazi preferenziali su 862 tipi di merci agricole e industriali.

Sicuramente attenzione merita il progetto che riguarda la regione di Karaganda, nel sud del Paese, dove apriranno quest’anno 13 nuove imprese in grado di dare lavoro a 1.500 persone. E’ stato il governatore Zhenis Kassymbek ad annunciare i sette progetti che dovrebbero partire nel 2022 e creare questo grande volano di occupazione. Tra quelli al via quest’anno, un impianto minerario nel villaggio di Zhairem. L’iniziativa, finanziata con 344 milioni di euro, coinvolge una compagnia svizzera e garantira’ lavoro a 210 persone. Altri progetti includono un impianto di ferrolega, una fabbrica per processare i concentrati di rame greggio, uno di esplosivi industriali e una nuova centrale a energia solare nella città di Balkhash. Gli investimenti nella regione nel 2021 dovrebbero comportare spese per 1,7 miliardi di dollari, con investimenti privati pari all’82 per cento del totale.


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