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Joe Biden 46° presidente degli Stati Uniti. Su di lui incombono però i ricorsi di Trump e del GOP

Joe Biden pare avercela veramente fatta. La sua vittoria non è stata semplice come invece profetizzata dai sondaggisti, ma nonostante un recupero record del presidente uscente “Middle Class Joe“, così come in tanti lo hanno soprannominato, pare avercela veramente fatta. Ad affermarlo tutte le emittenti americane, per prima la democratica CNN fino alla trumpiana Fox News. Il democratico si sarebbe infatti aggiudicato i delegati della Pennsylvania superando quindi quel fatidico numero di 270 determinante per la sua elezione.

Nel suo primo tweet da presidente Biden afferma: “America, sono onorato che tu abbia scelto me per guidare il nostro grande Paese. Il lavoro che ci attende sarà duro, ma vi prometto questo: sarò un presidente per tutti gli americani, indipendentemente dal fatto che abbiate votato per me o no. Manterrò la fede che avete riposto in me“.

La biografia di Biden è di un politico di lungo corso che ha vissuto una carriera tra tante ombre e poche luci: dal 2008 può vantare due mandati da braccio destro di Obama dopo una lunga carriera, iniziata nel 1972 con l’elezione al Senato per il Delaware (sei mandati) e passata per una candidatura alla presidenza nel 1988, naufragata nel plagio – confessato – di un discorso dell’allora leader laburista Neil Kinnock. Il neo presidente è stato soggetto ad aspre critiche per le posizioni filo-segregrazioniste sulle scuole alla gestione del caso del giudice Clarence House accusato di molestie dalla collaboratrice Anita Hill e confermato alla Corte suprema nel 1991, con Biden alla guida del Comitato giustizia del Senato. Nel 1994 il neoeletto presidente difendeva strenuamente una legge anticrimine che molti suoi compagni del partito democratico considerano causa di troppe incarcerazioni e troppo lunghi processi. Sono proverbiali le sue gaffe e i suoi inciampi linguistici.

A 77 anni quindi Biden, il “migliore vicepresidente che l’America abbia mai avuto” (secondo Barack Obama), si prepara ad entrare da presidente nello Studio Ovale da 46esimo presidente degli Stati Uniti. Il compito non sarà facile: queste elezioni hanno infatti dimostrato che l’America è un Paese profondamente diviso.

Donald Trump e il trumpismo promettono battaglia nelle aule giudiziarie e in Corte Suprema potendo contare su 70,5milioni di voti e una percentuale più alta di consensi rispetto al 2016. Un consenso costruito principalmente sui risultati economici della presidenza guidata dal Tycoon newyorkese. A dimostrarlo i dati del mercato del lavoro sopra le attese che dimostrano un netto recupero nonostante il nuovo balzo di contagiati da Covid-19. Il tasso di disoccupazione di ottobre al 6,9% si confronta con il 14,7% di aprile. Un dato che sicuramente è distante dal record del 3,5% pre-pandemia ma che mostrava come gli Usa di Trump erano una locomotiva in piena ripartenza. Spetterà ora ai democratici e Biden raccogliere questa non facile eredità e non disattendere le attese degli statunitensi che li hanno votati.

Al momento – secondo la Cbs News, comunque non è in agenda una telefonata del presidente americano uscente, al presidente neoeletto. Trump ha usato parole di fuoco dopo il primo messaggio da presidente di Biden: “Tutti sappiamo perché ha fretta di mostrarsi come il vincitore e perché i media suoi alleati stanno tentando così fortemente di aiutarlo: non vogliono che la verità emerga. La semplice realtà è che questa elezione è tutt’altro che chiusa“. Intanto il legale del presidente uscente Rudolph Giuliani ha annunciato di aver depositato ufficialmente ricorso alla nomina.

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