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Jihadisti tunisini decapitano un pastore al confine con l’Algeria

Militanti armati hanno rapito un giovane pastore sulle montagne della Tunisia vicino al confine algerino e lo hanno decapitato domenica. Le forze di sicurezza hanno ritrovato ieri il corpo del giovane, Uqba Adabi, in seguito al suo rapimento. Il primo ministro tunisino Hicham El Mechichi, commentando la notizia, ha affermato che questo atto non rimarrà impunito.

Le forze speciali tunisine stanno effettuando operazioni sulla catena montuosa del Kasserine e sul monte Salloum per espellere gli estremisti e i jihadisti dell’Esercito dell’Organizzazione del Califfato, alleato dell’Isis. Militanti legati ad al-Qaeda e al sedicente Stato Islamico hanno trovato rifugio per anni nelle aspre regioni montuose tunisine lungo il confine con l’Algeria. Diverse volte i residenti hanno riferito di scontri tra gruppi terroristici e forze di sicurezza sul posto, ma le autorità considerano la loro minaccia sotto controllo.

La Tunisia è in una fase di transizione politica con importanti sfide economiche e sociali che sfociano in frequenti movimenti di protesta sociale. Sebbene la situazione nel Paese sia sostanzialmente calma, scioperi e manifestazioni si verificano con sempre maggiore frequenza e in tutto il Paese, nonché scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, per i quali il governo ha spesso decretato il coprifuoco. Nel marzo 2020, un jihadista a bordo di un motorino si è fatto saltare in aria davanti all’ambasciata americana a Tunisi. Qualche mese fa, un attacco kamikaze ha preso di mira un checkpoint nella zona turistica di Sousse. Un gruppo estremista sfaxiano chiamato “El-Mahdi“, fino ad ora sconosciuto alle forze dell’ordine, ha rivendicato questo ultimo attacco.

Il 27 giugno 2019, un uomo ed una donna armati di cinture esplosive hanno effettuato un altro attacco contro le forze di sicurezza nella capitale Tunisi. Una persona è morta e diversi sono rimasti feriti, tra cui diversi civili. Nell’agosto dello scorso anno, un altro uomo ha accoltellato due turisti in un hotel vicino a Tunisi. Il 29 ottobre 2018, un attentato suicida nel centro della capitale ha lasciato diverse persone ferite. Nel 2015 i kamikaze hanno preso di mira un autobus delle guardie presidenziali a Tunisi. Numerosi attacchi sono stati effettuati contro un hotel a Sousse e il museo del Bardo nella capitale. In questi eventi, dozzine di persone hanno perso la vita. Le autorità tunisine hanno adottato una serie di misure per smantellare le cellule terroristiche e rafforzare la sicurezza nei luoghi affollati, finora senza successo. Soprattutto, hanno rafforzato la presenza delle forze di polizia nelle località turistiche.

Il rischio di atti terroristici persiste in tutto il paese. Lo stato di emergenza decretato nel 2015 è ancora in vigore. Recentemente sono sorte polemiche sul fatto che un immigrato clandestino, partito dalla Tunisia e sbarcato a Lampedusa, sarebbe arrivato indisturbato a Cannes, dove ha accoltellato diverse persone e ucciso una donna all’interno di una cattedrale. Secondo le ricostruzioni degli esperti il ​​giovane si è radicalizzato in Tunisia. Contrariamente a quanto riportato dai media tunisini che hanno ipotizzato potesse essere entrato in contatto con gruppi estremisti in Europa.

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