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In Slovacchia decisa la cittadinanza onoraria a Giovanni Paolo II e ok alle messe durante il lockdown

Nella Slovacchia a maggioranza cattolica i credenti sfidano le restrizioni anti-Covid e preferiscono la libertà di culto: nella regione settentrionale di Orava, al confine con la Polonia, la mattina del 1° gennaio vi sono state almeno due chiese che sono state aperte al pubblico e che hanno celebrato la messa per i fedeli. Per cercare i “colpevoli” è stata messa in campo la polizia. Il parroco della chiesa di Liesek si è giustificato dicendo di aver ricevuto dal suo superiore un’email in cui si autorizzava a dire messa, oltre ad aver rispettato le norme di distanziamento: su una capacità di 960 posti, la chiesa ospitava appena 200 fedeli. Nella sessione del 31 dicembre, il Consiglio dei Ministri slovacco aveva introdotto misure più rigide per il contenimento dei contagi. Su una popolazione di 5 milioni e mezzo di persone, nel giro di un anno sono stati registrati quasi 200mila casi di infezione e 2.700 decessi. Il ministro della Sanità Marek Krajčí si è dichiarato contento dell’approvazione all’unanimità del provvedimento, che sarà in vigore fino al 24 gennaio e che fa seguito a quello del 12 dicembre scorso, rivelatosi inefficace. E si fanno sentire gli effetti dei lockdown, seppure a intervallo. Il 29 dicembre ha dichiarato bancarotta la filiale slovacca dell’agenzia di viaggi “Firo-tour”, attiva sul mercato turistico da più di 20 anni. Dopo un anno di travaglio e di mancati introiti, all’agenzia non è stata concessa una nuova assicurazione contro le insolvenze e questo è stato il colpo di grazia. Sulla pagina Facebook, il responsabile della società Marcel Siekel ha detto che entro i prossimi sei mesi i clienti avranno comunque indietro i soldi già pagati per i pacchetti vacanze e per i voucher.

A 30 anni dalla sua prima visita in Slovacchia, è stata conferita a san Giovanni Paolo II la cittadinanza onoraria in memoriam della capitale Bratislava. Lo ha deciso il consiglio comunale nel mese di dicembre, con la seguente motivazione: “ha contribuito in modo significativo alla pace e all’amicizia tra le nazioni, ha arricchito la conoscenza umana e ha contribuito all’elevazione e allo sviluppo della Slovacchia e di Bratislava in un’Europa ritornata libera e unita”.  “Durante la caduta della cortina di ferro è stato considerato il principale ispiratore del cambiamento spirituale e non violento (inclusa la “Rivoluzione di velluto” nel 1989), che ha reso la sua personalità e la sua eredità un contributo significativo alla democrazia e alla caduta dei regimi totalitari in Europa”. Il consiglio comunale di Bratislava ha contestualmente revocato la cittadinanza onoriara all’ex presidente della Cecoslovacchi comunista, Klement Gottwald, e a Iosif Stalin; a quest’ultimo era stata tolta già da altre città slovacche tra cui Trenčín, Košice e Nova Bana. Se nel 1947 la cittadinanza gli era stata data “quale segno di gratitudine per la liberazione della città a lui e ai popoli dell’URSS per meriti imperituri nella lotta di liberazione dalla violenza tedesca”, ora viene tolta “in considerazione della sua personalità e le azioni venute alla luce dopo la concessione della cittadinanza onoraria, non è degno di questo onore”.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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