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In Parlamento UE si studiano sanzioni contro la Germania. Eurodeputati contro la sentenza della Corte Costituzionale di Karlusruhe

JURI e AFCO, rispettivamente Commissioni del Parlamento europeo specializzate in Questioni Giuridiche e Affari Costituzionali, si sono riunite per approfondire l’impatto della sentenza della Corte costituzionale tedesca del 5 maggio 2020 che ha decretato l’illegittimità del Piano di acquisti di titoli di debito pubblico (PSPP) da parte della Bce. In particolare sono state oggetto di riflessione le possibili linee d’azione.

L’audizione ha riunito i deputati delle due commissioni competenti del Parlamento europeo e una serie di esperti. In particolare sono state acquisite le opinioni di Markus Ludwigs (Julius-Maximilians-Universität di Würzburg), Renáta Uitz (Università dell’Europa centrale di Budapest), Diana Urania Galetta (Università di Milano) e Joseph HH Weiler (Scuola di giurisprudenza della NYU e Centro di studi europei di Harvard).

Al centro del dibattito se possa considerarsi valida la sentenza della Corte Costituzionale tedesca. Dubbi sono stati espressi circa il reale rispetto, da parte dei giudici tedeschi, dei principi generali del diritto dell’UE, in particolare i principi di attribuzione e proporzionalità, le competenze di delimitazione tra l’UE e gli Stati membri e l’applicazione uniforme ed equa del diritto dell’UE. Numerosi deputati e relatori ospiti hanno ipotizzato la possibilità di avviare una procedura di infrazione da parte della Commissione, mirando anche a ridurre la probabilità di casi simili in futuro migliorando il dialogo giuridico.

Si è fatto riferimento all’impatto che una potenziale revisione del trattato potrebbe avere nell’affrontare le questioni relative all’ordinamento giuridico dell’UE e il ruolo della prossima conferenza sul futuro dell’Europa a tale riguardo. Molti hanno sottolineato che sono necessarie azioni per prevenire l’erosione che può verificarsi se non si controllano le opinioni divergenti sulla supremazia del diritto dell’UE, dello stato di diritto, delle identità costituzionali nazionali e del futuro dell’UE stessa.

Antonio Tajani (PPE, IT), presidente della commissione per gli affari costituzionali, ha bocciato la linea intrapresa dalla Corte tedesca spiegando come: “L’idea che ogni Corte Costituzionale o Tribunale Supremo possa decidere da sola sui limiti delle competenze europee distruggerebbe ogni idea di unità dell’ordine giuridico europeo. Ciò potrebbe essere fatale per l’Unione, che è un’unione basata sulla legge”.

Adrián Vázquez Lázara (Renew, ES), presidente della commissione giuridica, ha dichiarato: “La sentenza della Corte costituzionale tedesca solleva questioni fondamentali per il futuro dell’Unione europea e il funzionamento del suo ordinamento giuridico. Le Commissioni proseguiranno gli approfondimenti del caso e lavoreranno su proposte innovative e moderate per trovare un equilibrio tra il dovere legittimo delle corti costituzionali degli Stati membri come protettori delle loro Costituzioni nazionali e il ruolo indispensabile della Corte di Giustizia Europea (CGUE) come supremo interprete del diritto dell’UE”.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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