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Hong Kong, Mike Pompeo contro Hsbc. Trattiene legami con la Cina

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha accusato il gruppo bancario britannico Hsbc di trattenere legami con personalità sanzionate “per aver negato la libertà agli abitanti di Hong Kong“. L’accusa più infamante però è quella che l’istituto avrebbe chiuso i conti di attivisti pro-democrazia dell’ex colonia. “Le nazioni libere devono garantire che gli interessi delle multinazionali non siano subornati al Pcc (Partito comunista cinese) per incoraggiare la sua repressione politica. Siamo pronti ad aiutare il governo britannico e le sue aziende a resistere al bullismo del Pcc e a difendere la libertà”, ha aggiunto il segretario di Stato.

Negli ultimi mesi HSBC, nel corso del tentativo di mantenere l’accesso al mercato cinese, ha dovuto affrontare crescenti pressioni su entrambe le sponde dell’Atlantico, ricevendo critiche dai governi di Stati Uniti e Regno Unito. Il mese scorso il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha accusato l’istituto di credito e altre banche di aver sostenuto la controversa legge sulla sicurezza, sostenendo che i diritti della popolazione di Hong Kong “non dovrebbero essere sacrificati per i bonus dei banchieri“. Proprio Raab, ha esortato più volte la Cina a compiere un passo indietro dal baratro abbandonando i piani per imporre nuove leggi di sicurezza a Hong Kong. Una posizione dettata anche dal trattamento brutale compiuto dal governo cinese nei confronti di Simon Cheng, un ex dipendente del consolato britannico a Hong Kong, che è stato tenuto in custodia per 15 giorni dopo essere stato in viaggio verso la terraferma senza che la Cina fornisse alcuna risposta adeguata al suo impegno di indagare sui maltrattamenti subiti da Cheng.

Anche altri politici britannici e statunitensi hanno criticato HSBC e Standard Chartered nel mese di giugno dopo che le banche hanno sostenuto la legge sulla sicurezza. Pompeo nelle sue accuse ha citato espressamente i rapporti di dirigenti con sede a Hong Kong di Next Media che non sono stati in grado di accedere ai loro conti bancari HSBC e ha detto che la banca “mantiene conti per persone che sono state sanzionate per aver negato la libertà per gli abitanti di Hong Kong, mentre chiudeva i conti per coloro che cercano la libertà“. Next Media è il nome precedente di Next Digital, editore del quotidiano Apple Daily e in parte di proprietà dell’attivista democratico e magnate dei media Jimmy Lai, che è stato arrestato il 10 agosto ai sensi della nuova legge sulla sicurezza di Hong Kong. Mentre il conto aziendale di Next Digital rimane aperto, HSBC ha congelato i conti aziendali personali e privati ​​di Lai, nonché i conti personali e delle carte di credito del dirigente senior Mark Simon, come riferito a Reuters.

Cheung Kim-hung, amministratore delegato di Next Digital Limited, ha detto al quotidiano di punta del gruppo Apple Daily che non poteva prelevare o trasferire denaro dal suo account personale HSBC, sebbene la sua carta di credito funzionasse ancora. “La banca non mi ha informato. Ho scoperto che alcune funzioni erano inutilizzabili solo quando volevo usarle.

HSBC preferisce non commentare le osservazioni di Pompeo o le accuse fatte da Next Digital. Un portavoce del Foreign & Commonwealth Office britannico ha dichiarato: “Siamo in stretto contatto con un’ampia gamma di aziende di Hong Kong e stiamo lavorando con loro sull’impatto della legislazione sulla sicurezza nazionale e sui relativi sviluppi“.

Il periodico Finews.asia si è chiesta se HSBC, costruita sul cambio di regime a Hong Kong dopo le guerre dell’oppio e da allora sopravvissuta con successo a molteplici transizioni geopolitiche, sopravviverà anche a quella attuale conseguente all’approvazione della legge sulla sicurezza.

HSBC sta affrontando forse il punto di svolta più critico nei suoi 155 anni di storia, poiché si trova ancora una volta inserita tra due grandi superpotenze mondiali. L’istituto per ora sta tentando di compiacere la Cina, il mercato in cui genera la maggior parte delle sue entrate – come ricordato proprio da finews.asia in particolare agendo come un sostenitore vocale delle sue decisioni politiche a Hong Kong. HSBC è peraltro parte in causa nel mezzo di una faida legale in corso che coinvolge Huawei e il suo chief financial officer Meng Wanzhou. Questa situazione sta portando ad un evidente indebolimento dei profitti visto che il 65% dell’utile al lordo delle imposte è crollato nella prima metà e il rapido peggioramento delle relazioni USA-Cina sta aggravando la situazione.

Il South China Morning Post ha riportato come il capo della polizia di Hong Kong, uno tra gli 11 funzionari sanzionati dal governo degli Stati Uniti per la legge sulla sicurezza nazionale cinese per la città, abbia spostato il suo mutuo dalla HSBC alla Bank of China (Hong Kong) giorni prima che gli Stati Uniti promulgassero la loro politica, secondo i registri pubblici. Anche commissario di polizia Chris Tang Ping-keung (vedi foto) ha trasferito il mutuo per il suo appartamento di 41 metri quadrati il ​​4 agosto, tre giorni prima dell’annuncio delle sanzioni statunitensi, secondo i registri del catasto. Ha acquistato l’appartamento a Chi Fu Fa Yuen in Pok Fu Lam nel marzo 2017 per HK $ 6,25 milioni (US $ 806.000).

Foto – Il commissario di polizia Chris Tang Ping-keung durante una intervista alla CCTV in Hong Kong. Photo: CCTV

Anche l’amministratore delegato di Hong Kong Carrie Lam Cheng Yuet-ngor ha affermato di avere difficoltà a usare le sue carte di credito, un inconveniente che ha descritto come “privo di significato” nella sua intervista alla televisione di stato cinese.

Sicuramente non è da sottovalutare la storia dell’Istituto visto che l’ex Hongkong e Shanghai Banking Corporation fu fondata nella Hong Kong britannica appena colonizzata, in seguito alle perdite della dinastia Qing nelle guerre dell’oppio nel 19° secolo, per finanziare il commercio nella regione di vari beni che famigeratamente includevano l’oppio. Il ruolo di HSBC fu centrale nella formazione della Banca Imperiale di Cina nel 1897 – rinominata dopo il rovesciamento di Pu Yi, l’ultimo imperatore del paese – che seguì le linee guida del prestatore britannico e assunse persino l’ex dirigente Andrew Wright Maitland come capo ad interim e firmatario delle banconote cinesi. E solo pochi decenni dopo l’inizio della Cina post-dinastica, HSBC è riuscita a sopravvivere alla conquista lanciata dal Giappone in Manciuria nel 1931, che alla fine ha portato all’invasione anche della stessa Hong Kong nel 1941. HSBC trasferì la sua sede principale a Londra, ma la sua attività a Hong Kong è riuscita a continuare pur affrontando condizioni difficili sotto il dominio imperiale del Giappone.

Bisognerà testare se questa capacità di galleggiare dell’HSBC riuscirà anche questa volta. E’ evidente che i tempi sono cambiati. La Cina ora è una superpotenza e internet, i media, e i social hanno un potere impensabile rispetto ai secoli scorsi. Qualsiasi opinione espressa da dirigenti possono essere sanzionati o dai consumatori o dai censori arrecando danni ingenti all’istituto.

Chi pare fare spallucce degli strali di Mike Pompeo e Donald Trump è sicuramente Microsoft che appena un mese fa ha annunciato una nuova partnership che mira ad aiutare le piccole e medie imprese (PMI) di Hong Kong ad aumentare la loro resilienza organizzativa e ad accelerare il loro viaggio di trasformazione digitale nella nuova normalità attraverso risorse tecnologiche e supporto multidimensionale sfruttando la pandemia Covid-19.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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