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Guido Tonelli con “Genesi” tenta il grande racconto delle origini

Genesi. Il grande racconto delle origini” di Guido Tonelli è un libro dal titolo ambizioso – visto il precedente – che porterà il lettore attraverso 14 miliardi di anni in un batter d’occhio, fino al mistero primo delle cose. Il proposito diventa ancor più sfidante ed avvincente nel momento in cui l’autore afferma di voler parlare del futuro, ponendosi così in una prospettiva diametralmente opposta. 

Secondo la tradizione biblica, in principio la terra era informe e deserta. Nella Teogonia di Esiodoper primo fu Caos”. Ciò che emerge in modo inequivocabile dallo studio degli antropologi è il tratto comune che caratterizza la cosmogonia di tutte le civiltà, dalla grande alla piccola, dalla millenaria a quella più caduca. In tutte c’è il tentativo di dare una spiegazione sull’origine della vita e dell’universo; tutte narrano un inizio di grande caos fino al momento in cui si palesa una sorta di demiurgo che separa e mette ordine. Il disordine primordiale richiama la paura ancestrale, mentre l’ordine naturale rispecchia l’ordine sociale. Fin dalla notte dei tempi, le strutture sociali si sono organizzate attorno a dei miti, dai quali nasceranno poi altre costruzioni, che diventeranno religione e filosofia, arte e scienza. Solo con la rivoluzione scientifica – sostiene Tonelli –  con Galileo e Copernico, l’uomo si libera di ogni tutela e resta solo di fronte alla grandezza dell’universo. 

Una scienza che per definizione e per metodo è alla continua ricerca del superamento delle certezze raggiunte in precedenza. La riprova si ha nella recentissima notizia, pubblicata sull’Astronomical Journal, dal gruppo dell’Università dell’Oregon guidato da James Schombert secondo cui l’universo sarebbe un po’ più giovane del previsto, cioè avrebbe circa un miliardo di anni in meno rispetto a quanto si pensasse. Lo studio – sostengono i ricercatori – ha permesso di superare le incongruenze dei metodi utilizzati fino ad oggi, ovvero quelli basati sulla costante di Hubble e sui calcoli incentrati sulla misura della radiazione cosmica di fondo. Il nuovo metodo, grazie ai dati del telescopio Spitzer della Nasa, permette di misurare in modo accurato le distanze tra galassie ed arrivare, quindi, ad un complesso sistema di equazioni che consentono di calcolare l’età dell’universo in modo più preciso. Questo è solo un inciso, è una sorta di aggiornamento rispetto al momento in cui è stato scritto il libro, che comunque nulla toglie (anzi semmai reca delle conferme) all’esposizione ed al ragionamento di Tonelli. 

Tutti noi ricordiamo quanta attenzione venisse posta dagli insegnanti alle elementari ed alle medie nel descrivere l’importanza della rivoluzione copernicana. Nel Seicento fu elemento di scandalo sostenere che la Terra non fosse il centro dell’universo. Eppure, dice Tonelli, il sistema geocentrico e quello eliocentrico, pur inconciliabili, hanno tratti eterogenei: entrambi descrivono un universo immutabile ed armonico; che a farla funzionare sia “l’amor che move il sole e l’altre stelle” o la forza di gravità, poco cambia. Col tempo è crollata anche l’ultima illusione: non siamo che una componente insignificante di una galassia, fra le tante che popolano l’intero universo. Ma soprattutto, anche il nostro mondo ha avuto un inizio e, verosimilmente, avrà pure una fine.

Da qui si instaura una corsa vorticosa che parte dal Big Bang, con le implicazioni non solo scientifiche sul vuoto e sul nulla, e poi la nascita dell’universo, l’inflazione cosmica, il bosone di Higgs, la materia, l’antimateria, i primi protoni e di seguito i fotoni, i quark ed i leptoni, i primi nuclei e gli atomi, i processi nucleari, la prima stella, le galassie e la forza di gravità… E fu così, come in un grande racconto, che il caos si si travestì da ordine.

Resta aperta una domanda: c’è vita lassù? Il tema degli infiniti mondi è una suggestione antica, di cui abbiamo traccia nella Grecia classica e a Roma, e che divenne tabù con l’avvento del cristianesimo, per poi riemergere in epoca rinascimentale, ma che per la legge dei grandi numeri sembrerebbe trovare una risposta affermativa.

Con un saggio scritto in modo ancora più accessibile rispetto ad opere analoghe degli ultimi anni, mantenendo però uno stile di livello, Tonelli riesce a trovare il giusto equilibrio tra scienza ed “umano” per indagare la storia delle origini, con un linguaggio chiaro, una prosa a tratti poetica che in un crescendo wagneriano: con grande semplicità punta a far capire le nostre radici più profonde e a trovarvi spunti con i quali affrontare il futuro.

Infografica – La Scheda del Libro “Genesi. Il racconto delle origini” di Guido Tonelli
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Nato a Milano nel 1980. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte come responsabile dell’Ufficio Legislativo di un Gruppo consiliare. Collaboratore parlamentare per circa un decennio, è stato responsabile della segreteria dell’Assessorato all’Ambiente, Difesa del Suolo e Protezione Civile della Regione Piemonte dal 2010 al 2014. E’ affascinato dai viaggi e dalla montagna, oltre che lettore appassionato di romanzi storici, manuali di filosofia e saggi di attualità.

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