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Georgia: dati sul Covid positivi, ma il rating resta negativo

Tra gli Stati dell’area del Caucaso, la Georgia è quello che se la sta cavando meglio: da febbraio ad oggi si sono registrati appena 1300 casi di infezione e meno di venti decessi, su una popolazione di 3,7 milioni di persone. Israele ha appena dato alla Georgia “semaforo verde” come Paese dal quale i cittadini israeliani possono ritornare senza dover essere messi in quarantena per due settimane. Le autorità georgiane hanno abbassato da 14 a 12 i giorni di autoisolamento per i casi di contatto con persone contagiate o di ingresso dall’estero; il decreto sarà in vigore fino al 30 dicembre.

Nonostante i dati Covid molto bassi, il Paese sta affrontando un momento difficile a livello economico a causa della crisi del turismo, messo in ginocchio dalla pandemia. La Georgia è infatti una delle mete sul mar Nero più in voga da qualche anno a questa parte, oltre ai classici giri turistici ai monasteri e alle antiche fortezze. Proprio a fine maggio era stata presentata dallo Washington Post come un “rifugio sicuro per fare una vacanza dalla pandemia” grazie al numero estremamente basso di contagi. Tuttavia non è bastato: lo scorso 15 luglio, infatti, i rappresentanti delle agenzie di viaggio erano scesi in piazza per chiedere al governo di aiutarle, per esempio ristabilendo i collegamenti aerei con i Paesi da cui generalmente giungono i visitatori. La dinamica dei contagi, sebbene lenta, è molto instabile: il 12 agosto le autorità hanno evacuato più di 900 turisti dalla città di Mestia, nella quale è stato individuato un focolaio, e hanno subito iniziare a effettuare analisi sugli abitanti. La stagione turistica volge comunque al termine e per il momento si prevede la riapertura della scuole il 15 settembre in forma mista, parzialmente via computer e parzialmente negli istituti scolastici.

L’agenzia Fitch, intanto, ha confermato il rating della Georgia a livello BB con prospettiva negativa. Quest’ultima riflette il “significativo impatto” della pandemia sull’economia nazionale, alla quale il turismo contribuisce in modo diretto per l’11,6% del PIL. Il rapporto stilato da Fitch prevede una graduale ripresa del settore nel 2021, ma difficilmente verrà ristabilito il livello pre-Covid prima del 2022. Un altro fattore che ha influenzato la valutazione di Fitch è l’incertezza politica che si vivrà almeno fino alle elezioni parlamentari di ottobre. La nuova legge elettorale è di carattere proporzionale: rende quindi possibile una frammentazione del prossimo assetto parlamentare e l’eventuale difficoltà di formare un governo stabile. Fitch ritiene comunque che il risultato elettorale non modificherà radicalmente l’orientamento geopolitico della Georgia, che rimarrà sulla linea di avvicinamento all’ingresso nell’Unione Europea. Interessante notare, infine come il volume di trasferimenti di denaro verso la Georgia sia cresciuto del 22,1% rispetto al luglio del 2019, come riferito dalla Banca nazionale. Più di un terzo dei trasferimenti giungono proprio dall’Unione Europea, con l’Italia addirittura al secondo posto nella classifica mondiale dei Paesi invianti. Se prima questo denaro veniva in parte fisicamente portato all’interno dei confini statali ad esempio da coloro che lavorano all’estero, con la chiusura dovuta alla pandemia questi passaggi sono avvenuti tutti tramite i canali bancari.

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Vive a Mosca dal 2006. Traduttore dal russo e dall’inglese, insegnante di lingua italiana. Dal 2015 conduce la video-rassegna della Giordano Brokerage-EST, in cui racconta le notizie positive sulla Russia e sulla cooperazione tra Italia e Russia che vengono ignorate o travisate dalla stampa italiana. 

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