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Conte proroga lo stato d’emergenza. Resta l’unico Paese in Europa

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha appena comunicato all’Aula del Senato la richiesta di prolungare al 31 ottobre lo stato d’emergenza in Italia. “La situazione internazionale sulla diffusione del contagio – ha spiegato il premier – resta preoccupante perché i dati non accennano a migliorare. Questo impone un atteggiamento di estrema vigilanza per evitare che la ripresa dei contagi interessi anche l’Italia. Con tono sommesso dico che anche questo dibattito parlamentare dovrebbe attenersi ai profili tecnici giuridici perché un’impropria drammatizzazione del significato dell’emergenza, quella sì, produrrebbe un potenziale nocumento per il paese all’estero“.

Il premier ha poi escluso che la proroga dello stato di emergenza leda “la nostra immagine all’estero. Anzi è vero il contrario: garantiamo un paese più sicuro per tutti. L’Italia è vista da tutti come un paese sicuro in grado di affrontare grazie alle misure la ripresa della vita in sicurezza e delle attività economiche“.

Difficile però comprendere come tutti gli altri Paesi in Europa, compresa l’Ungheria del tanto criticato Orban, abbiano revocato lo stato d’emergenza. Le opposizioni non ci stanno. Giorgia Meloni dal suo profilo twitter fa sapere di essere scioccata “Conte sta sostenendo ora al Senato che senza lo stato di emergenza il Governo non é in grado di fare normalissimi decreti, decreti legge, ordinanze. Questa é una grossolana menzogna e una pericolosissima deriva liberticida. Dove vuole arrivare il Governo?“. Ha rincarato Anna Maria Bernini, presidente del Gruppo di Forza Italia “Le parole pronunciate da Conte nell’aula del Senato sono gravissime. Ha descritto un mondo alla rovescia, in cui si può governare solo con misure eccezionali e dove il Parlamento che rivendica le regole democratiche viene accusato di procurato allarme“. Il senatore della Lega Gian Marco Centinaio: “In questo parlamento non impera la paura del virus, ma delle elezioni. Il partito della ‘cadrega’ ha paura di andare a votare e propone uno stato di emergenza per provare a zittire gli italiani“.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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