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Cina reprime la commemorazione ad Hong Kong della strage di piazza Tienanmen

Hong Kong si è acceso di candele per commemorare le vittime della piazza Tienanmen, sfidando i divieti della polizia e l’oltraggio dell’approvazione della controversa legge sulla tutela dell’inno nazionale cinese. La Cina ha risposto con arresti, eseguiti per quasi tutta nella notte, con il lancio di cartucce urticanti contro i tentativi di occupare le strade, sembrano essere l’antipasto di quanto accadrà nell’isola quando la Cina avrà dispiegato completamente la sua influenza sull’area. La tradizionale veglia del 4 giugno, che si tiene normalmente a Victoria Park, era stata bandita dalle forze dell’ordine formalmente per i timori sulla pandemia del coronavirus, per la prima volta in 30 anni.

L’Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici, l’organizzatore dell’evento, aveva esortato a partecipare a una commemorazione online e ad accendere candele nella città, incoraggiando la condivisione di opinioni sui social media su Tienanmen con l’hashtag #6431truth. Tuttavia, alcuni hanno forzato blocco e transenne sistemate intorno al parco: hanno iniziato a radunarsi a Victoria Park nel tardo pomeriggio con un numero a centinaia, forse migliaia, dopo il calar della notte. Il minuto di silenzio e’ stato rispettato alle 20:09 (14:09 in Italia), al quale sono seguiti canti e slogan in ricordo di quanti a Pechino, nel 1989, nel mezzo delle proteste degli studenti per la svolta democratica, sacrificarono la vita nella repressione dell’Esercito di liberazione popolare. Non sono mancati gli attacchi all’approvazione nel pomeriggio (“un affronto”) della legge da parte del parlamentino locale che criminalizza il disprezzo della “Marcia dei Volontari’, l’inno nazionale cinese.

Dal 12 giugno, con l’entrata in vigore della legge, coloro che “insultano intenzionalmente” l’inno sono perseguibili con multe fino a 6.450 dollari e a tre anni di carcere. Con il malcontento crescente verso la Cina, i cittadini di Hong Kong hanno iniziato a fischiare l’inno a eventi sportivi e proteste. La presidente di Taiwan Tsai Ing-wen ha sostenuto il ricordo di Tienanmen. “In tutto il mondo, ci sono 365 giorni in un anno. Eppure in Cina, uno di quei giorni viene intenzionalmente dimenticato“, ha twittato in mattinata. A Taiwan mancava un giorno “al nostro calendario, ma ho lavorato per riportarlo alla luce. Spero che un giorno la Cina possa dire lo stesso“. A Pechino,é stato concesso a un piccolo numero di parenti (il gruppo delle “madri di Tienanmen”) delle migliaia di vittime della repressione di visitare le tombe dei loro cari sotto la vigilanza della polizia. Il 4 giugno e le relative discussioni restano oscurate dal Great Firewall, la censura cinese. “Il governo cinese ha fatto una chiara conclusione sul ‘disordine politico’ che si e’ verificato alla fine degli anni ’80 – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, ribadendo la posizione ufficiale -. I grandi risultati che abbiamo raggiunto hanno pienamente dimostrato che il percorso di sviluppo che la Cina ha scelto é completamente corretto, che é conforme alle condizioni nazionali della Cina e che ha ottenuto il sincero sostegno del popolo cinese”

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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