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Banca Africa di sviluppo (AfDB) in campo per creare banche di investimento rivolte alle startup locali

Come sottolineato da Quartz Africa! la Banca africana di sviluppo (AfDB) punta sulla digitalizzazione delle economie e delle aziende per far uscire più rapidamente il continente dalla crisi economica derivante dalla pandemia da coronavirus. AfDB ha quindi avviato un programma per incentivare la creazione di banche di investimento che promuovano le startup dei giovani innovatori africani esperti di tecnologia.

L’uscita dalla crisi dell’economia africana sarebbe dietro l’angolo visto che il PIL del continente dovrebbe aumentare del 3,4% quest’anno e del 4% nel 2022 dopo la contrazione di un -2,1% registrata nel 2020 a causa delle conseguenze legate all’emergenza coronavirus. La ripresa arriverebbe principalmente da un rimbalzo atteso nel settore del turismo ma anche dall’aumento delle materie prime e da un alleggerimento delle misure di restrizioni. L’impatto economico della pandemia, si rileva nel rapporto, è molto diversificato a secondo dei paesi del continente. Le economie dipendenti dal turismo, che hanno registrato un pil in calo dell’11,5% nel 2020 dovrebbero registrare una crescita del 6,2% nel 2021. Per quanto riguarda i paesi esportatori di petrolio, che hanno registrato un calo dell’1,5%, la crescita dovrebbe essere del 3,1%. 

Purtroppo la crisi sanitaria secondo le stime inserite nell’outlook 2021 di AfDB potrebbero cancellare i progressi registrati negli ultimi due decenni per ridurre la povertà. Secondo le stime fino a 38,7 milioni di africani in più sono a rischio estrema povertà nel 2020-21 portando così il totale a 465,3 milioni di persone, ossia il 34,4% della popolazione africana nel 2021. Ci vorrebbero circa 7,8 miliardi di dollari nel 2020 e 4,5 mld di dollari nel 2021 per portare il reddito di questi nuovi poveri almeno fino alla soglia di povertà. Le disuguaglianze sono suscettibili di aumentare e la chiusura delle scuole potrebbe avere pesanti ripercussioni durevoli sul capitale umano e sulla crescita della produttività in Africa.

La tecnologia potrebbe però venire in aiuto, visto che l’insediamento di startup tecnologiche potrebbe portare ricchezza nel Continente. I blocchi del Covid-19 in Africa hanno indotto una migrazione di massa alle piattaforme online, costringendo i dipendenti del governo a diventare più alfabetizzati digitalmente e settori come le telecomunicazioni e le banche a investire in sistemi per supportare il lavoro a distanza. L’AfDB ritiene che “uno sforzo totale per sfruttare le tecnologie digitali” aumenterà la produttività e l’occupazione e potrebbe attutire l’impatto dei colpi subiti da paesi dipendenti dal petrolio, dal turismo e dalle miniere.

Landry Signé, Addisu Lashitew e Sanjeev Khagram hanno scritto per MIT Technology Review Insights, che le istituzioni pubbliche e private in Africa devono essere reinventate per affrontare il “grande ripristino” provocato dalla pandemia. “È giunto il momento di iniziare a sperimentare nuove e agili forme di governance per sostenere sistemi sociali, politici ed economici resilienti adatti a un mondo che cambia“.

Indermit Gill e il suo coautore Kenan Karakullah, in un saggio “L’Africa ha voltato pagina nel 2020 o ha semplicemente schivato un proiettile? hanno discusso del futuro del Continente. Secondo la loro idea “né una moratoria sul debito né un accordo commerciale continentale significheranno molto a meno che le maggiori economie del sub-continente – Angola, Nigeria e Sud Africa – comincino a fare molto meglio“. L’Africa secondo la loro previsione nel 2021 sarà tormentata dal debito, dal calo dei prezzi delle materie prime (e dalle entrate governative in calo), nonché dalle difficoltà nel commercio verso l’estero e dall’espansionismo cinese. E’ quindi necessario inventarsi nuove strade e quella intrapresa da AfDB pare andare proprio in questa direzione.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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