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Assegno Unico, Forum Famiglie chiede tempi certi al Governo

Il Governo ha annunciato l’introduzione dal luglio del 2021 dell’assegno unico per la Famiglia. Si tratta di un intervento, che fa parte del Family act, e che vorrebbe rimpiazzare le molteplici misure e sostegno di tutti quei nuclei con figli a carico per essere reinvestiti in un incentivo più organico a favore appunto delle famiglie italiane. In particolare si tratterebbe di un assegno mensile universale per tutti i figli fino all’età adulta. Il sostegno ha misura esponenziale, cioè aumenta percentualmente all’aumentare dei figli a carico. L’assegno universale avrà un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figlie o figli, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile determinata per scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

Si tratta di un intervento proposto tre anni fa dal Forum delle associazioni familiari che hanno espresso la propria soddisfazione per l’intenzione di adottarlo ma sono preoccupati dalle tempistiche che il Governo Conte si è dato. Il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiariGigi De Palo ha commentato in una nota: “L’avvio dell’assegno unico e universale, è un’ottima notizia. Saremmo stati più contenti se, anche a causa dello spettro di possibili nuove restrizioni legate alla pandemia, tutto fosse partito già da gennaio 2021. D’altra parte, per noi è importante che finalmente si sia messa mano a una riforma concreta che mette al centro le famiglie. Adesso – prosegue il presidente del Forum Famiglie – le famiglie chiedono al Governo tempi certi di messa a regime, la conferma che ci saranno indubbi vantaggi per un gran numero di famiglie e comunque che nessuno perderà un centesimo rispetto all’esistente e che l’assegno avrà caratteristiche di universalità senza penalizzazioni per il ceto medio. Attendiamo – e non è cosa secondaria – di conoscere i parametri in base ai quali questo contributo verrà erogato. Ora è necessaria una roadmap che chiarisca alle famiglie come e perché questa riforma faciliterà loro la vita”.

E’ evidente come l’assegno unico per la Famiglia sia tanto più centrale se si riflette circa le nuove povertà da Covid che ha generato la pandemia. Caritas ha quantificato che all’incirca 450 mila persone, il 12,7% in più rispetto al 2019, vivono oggi in Italia sotto la soglia di povertà. Si tratta principalmente di donne, giovani, famiglie con minori a carico e individui in età lavorativa. Sono tutte persone che hanno subito la pesante ondata di disoccupazione che ha colpito il Paese a causa del lockdown dovuto al Covid-19. E’ chiaro che anche il periodo medio di disoccupazione si sta allargando acuendo maggiormente il problema. Sempre Caritas ha annunciato come sia salito dal 31% al 45% la percentuale dei richiedenti sostegno presso i centri Caritas. Oltre il 50% degli utenti è italiano, e quasi uno su due lo fa per la prima volta. Tra i nuovi poveri c’è il popolo delle partite iva. Nel rapporto redatto dalle Diocesi quasi l’80% dei lavoratori autonomi che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas durante il lockdown ha registrato un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare. 

Vi è grande attesa anche per l’attuazione delle restanti misure previste dal Family act. In particolare il Governo prevede una riforma dei congedi parentali (in particolare prevedendone l’estensione anche ai lavoratori autonomi); maggiori incentivi per favorire il lavoro femminile, il sostegno all’infanzia, alla formazione giovanile e all’aiuto affitto per universitari e giovani coppie.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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