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7 Luglio 2020 – Trump, ultimo addio all’OMS. Biden assicura che sarà un arrivederci. Intanto l’OMS “scopre” che il Covid si trasmette per via aerea. Bolsonaro cede al virus. Portogallo e Italia chiedono il Recovery Fund

Con la notifica formale al Congresso, e al Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, il presidente Usa Donald Trump ufficializza il ritiro degli Usa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La ragione è da rintracciare, secondo il tycoon nell’inefficienza e l’appiattimento sulle posizioni della Cina durante la pandemia di Covid-19. La data di uscita definitiva sarà il 6 luglio 2021. Pronta la replica del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti d’America Joe Biden: “Gli americani sono più al sicuro quando l’America si impegna a rafforzare la sanità mondiale. Il primo giorno della mia presidenza rientrero’ nell’Oms e riaffermero’ la nostra leadership mondiale”. Intanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che il virus può trasmettersi nell’aria e, attraverso il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, rileva che la pandemia “accelera” e ha prodotto 400mila nuovi casi nel corso dell’ultimo week-end.

TikTok lascia Hong Kong a causa dei “recenti eventi” legati alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino sull’ex colonia, ma rischia di finire al bando negli Stati Uniti con altre app cinesi, accusate ancora una volta dal segretario di Stato Mike Pompeo di consegnare “informazioni private nelle mani del Partito comunista cinese”. 

Il negazionista presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha dovuto ammettere in diretta TV di essere risultato positivo al test sul Covid-19.

Più di 3.000 rifugiati hanno oltrepassato il confine dell’Uganda dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) tra mercoledì e venerdì della settimana scorsa (1 – 3 luglio) nel corso dell’apertura temporanea dei due valichi di frontiera presso Golajo e Mount Zeu. Secondo le autorità locali, in precedenza, i nuovi arrivati facevano parte di un gruppo più ampio composto da circa 45.000 persone che avevano tentato di fuggire verso il confine ugandese con la RDC subito dopo gli scontri mortali scoppiati tra miliziani nella provincia di Ituri il 17 e il 18 maggio.

Più di 3.000 rifugiati sono arrivati in Uganda dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) tra mercoledì e venerdì della settimana scorsa (1 – 3 luglio) nel corso dell’apertura temporanea dei due valichi di frontiera presso Golajo e Mount Zeu, nell’Uganda nordoccidentale: è quanto si legge in un comunicato diffuso dall’Unhcr. Secondo le autorità locali, in precedenza, i nuovi arrivati facevano parte di un gruppo più ampio composto da circa 45.000 persone che avevano tentato di fuggire verso il confine ugandese con la RDC subito dopo gli scontri mortali scoppiati tra miliziani nella provincia di Ituri il 17 e il 18 maggio. Sebbene alcuni siano riusciti a fare ritorno alle proprie terre di origine, altri sono rimasti a ridosso del confine

Il Recovery Fund “non è un assegno in bianco ma un impegno che prenderemo tutti insieme perché o usciamo tutti insieme dalla crisi o non esce nessuno”: lo ha detto il premier portoghese Antonio Costa, dopo l’incontro con il premier Giuseppe Conte. “E le previsioni per l’Eurozona sono un campanello d’allarme a Bruxelles sulla necessità di approvare una proposta, quella della Commissione, che e’ una proposta intelligente ed equilibrata”. 

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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