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2 Giugno 2020 – La Bibbia di Trump, tra fumogeni e cariche. I leader delle libertà contro Zuckerberg perché non censura

La foto che ha voluto farsi scattare il presidente Donald Trump di fronte alla St. John Episcopal Church mostrando una Bibbia, probabilmente resterà alla storia ma non come atto simbolico ma per le polemiche che ne sono conseguite. Per permettere il passaggio del presidente degli Stati Uniti infatti il ministro della Giustizia americano William Bar ha ordinato di estendere il perimetro di sicurezza anche con il lancio di lacrimogeni contro decine di manifestanti che stavano protestando pacificamente. Il gesto di Trump peraltro non è stato neppure apprezzato dall’arcivescovo di Washington Wilton D. Gregory Trovo sconcertante e riprovevole che qualsiasi istituzione cattolica accetti di essere manipolata e che di essa si faccia cattivo uso in maniera da violare i nostri principi religiosi, che invece ci chiamano a difendere i diritti di tutte le persone, anche di quelle con le quali possiamo non essere d’accordo. San Giovanni Paolo II era un ardente difensore dei diritti e della dignità degli esseri umani. Il suo lascito é una viva testimonianza di questa verità. Egli sicuramente non approverebbe l’uso di gas lacrimogeni e di altri deterrenti volti a silenziare, disperdere o minacciare queste persone solo per avere l’occasione di una fotografia di fronte a un luogo di preghiera e di pace“. Trump però non ci sta e ricorda i successi portati a casa durante la sua presidenza per la comunità nera  “Le opportunity zone (per tassazione agevolate, ndr) approvate con il senatore Tim Scott, finanziamenti garantiti per Hbcu (college e università storicamente della comunità nera), School Choice, la riforma della giustizia penale, il più basso tasso di disoccupazione tra i neri, più bassa povertà e criminalità nella storia. La mia amministrazione ha fatto per la comunità nera più di qualsiasi altro dopo Lincoln”

Facebook non modificherà i post di Trump contro le proteste in atto negli States: è questa la decisione assunta da Mark Zuckerberg e contestata da numerosi media, in testa dal New York Times, e dai leader dei diritti civili. Nel corso di una video chiamata con i propri dipendenti, Zuckerberg parla di una “decisione difficile” ma “approfondita“. “Sapevo che avrei dovuto mettere da parte la mia opinione personale, visto che provo disgusto per i post di Trump, e sono conscio che decisioni come questa avrebbero turbato molti all’interno della compagnia e avrebbero attirato critiche dai media. Siamo però un’istituzione impegnata nella libertà di espressione. Credo fermamente che Facebook non debba essere l’arbitro della verità di tutto quello che la gente dice online“.

In Italia mentre si festeggia la Festa della Repubblica, tra i richiami all’unità del presidente della Repubblica e le manifestazioni di piazza del centrodestra per la mancanza di dialogo con il Governo, i sindacati scuola hanno finalmente ottenuto un incontro per giovedì pomeriggio in teleconferenza con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al tavolo coordinato con la protezione civile, Upi e Anci per la ripresa delle attività scolastiche a settembre. Anief in particolare ha presentato una serie di proposte per un impegno di 10 miliardi, l’equivalente dei fondi sottratti alla scuola negli ultimi dieci anni in tema di organici (- 150 mila posti Ata e docenti), classi pollaio (in media con più di 20 alunni contro le norme sul distanziamento sociale), precariato (+100 mila contratti termine negli ultimi cinque anni). 

L’alto rappresentante per la politica estera e sicurezza Josep Borrell ha affermato che “il G7 non può diventare G8 fino a quando la Russia non cambia direzione. Finora non é il caso“.

Dopo due anni di incidenti diplomatici nei rapporti con il governo tedesco, l’ambasciatore americano a Berlino, Richard Grenell, ha capitolato e ha rassegnato le dimissioni. Verrà sostituito dalla sua vice Robin Quinvill. Proverbiali gli scontri tra Grenell e il Governo Federale sia per non aver bloccato la realizzazione della rete 5G da parte di Huawei, sia contro la realizzazione del gasdotto russo.

Benjamin Netanyahu ha definito “l’annessione di alcuni pezzi della Cisgiordania come una occasione storica” cercando di spronare i coloni a realizzare il Piano Trump. Secondo quanto riferito da Times of Israel però continuano le perplessità sia di una parte di israeliani, sia della Comunità palestinese.

“Rispettare il diritto alla disconnessione”. E’ quanto chiede la Confederazione europea dei sindacati, che ricorda come prima dell’epidemia, solo una persona su dieci nell’Ue lavorava da casa ogni giorno contro quasi il 40% degli attuali lavoratori europei oggi in smart working. Secondo la Ces, il telelavoro é destinato a diventare strutturale e quindi bisogna fissare dei paletti.

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Nato a Torino il 9 ottobre 1977. Giornalista dal 1998. E' direttore responsabile della rivista online di geopolitica Strumentipolitici.it. Lavora presso il Consiglio regionale del Piemonte. Ha iniziato la sua attività professionale come collaboratore presso il settimanale locale il Canavese. E' stato direttore responsabile della rivista "Casa e Dintorni", responsabile degli Uffici Stampa della Federazione Medici Pediatri del Piemonte, dell'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte. Ha lavorato come corrispondente e opinionista per La Voce della Russia, Sputnik Italia e Inforos

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